Una manifestazione estiva che ha riscosso un grande successo tra Mesenzana, Duno e Cassano Valcuvia, con la partecipazione di numerose squadre che si sono “date battaglia” nel SoftAir, grazie all’organizzazione della squadra “Task Force Voodoo”, che ha voluto destinare l’intero ricavato alla Fondazione Giacomo Ascoli.
I componenti della squadra, negli scorsi giorni, si sono recati presso la sede della Fondazione per effettuare la donazione, conoscendo l’avvocato Ascoli e la moglie, portando le patch di squadra e le medagliette militari che avevamo fatto per l’evento. Durante l’incontro i ragazzi hanno potuto conoscere i progetti che porta avanti la realtà varesina.
«Siamo riusciti a donare una piccola somma, anche se tanto piccola non è – commenta Mattia, uno dei responsabili della squadra -. Quando ho fatto la donazione (di 6.132 euro, ndr) mi sono sentito davvero bene, è una cosa difficile da spiegare, ma mi sono sentito davvero sollevato e felice. Non so come esprimere questo forte sentimento…».
In realtà tutto questo non è solo opera del singolo e del club di SoftAir, ma di tutte le persone che hanno partecipato all’evento “Op. BagPipe” a Mesenzana lo scorso giugno, delle amministrazioni comunali che hanno sostenuto i giovani in questa impresa, partendo da Mesenzana ed il sindaco Alberto Rossi che ha appoggiato questa iniziativa, a seguire i Comuni di Duno, Cassano e Cuveglio. Ma non solo le amministrazioni comunali, ma anche la Parrocchia di Mesenzana con Don Michele, che hanno creduto nel progetto.
«Speriamo di portare avanti questo evento, nonostante le critiche ricevute sui social in occasione della prima edizione – continua Mattia-. Siamo dei bambini che si divertono ad emulare una cosa davvero brutta come la guerra, ma forse perchè noi siamo più vicini a quel mondo rispetto ad altri sappiamo benissimo quanto sia brutta e quanto vada evitata. Ognuno, però, ha le proprie passioni e questa è la nostra e grazie a questa passione ricordiamo amici che ci hanno lasciato molto presto, troppo presto, cercando di aiutare gli altri. Augurandoci che più nessuno viva quello che abbiamo passato noi».
«Per raggiungere questo obiettivo la strada è davvero lunga. Non nascondo che abbiamo bisogno di collaborazioni esterne al nostro mondo di ASD di SoftAir, per raggiungere un bene superiore», conclude Mattia.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0