La grande passione per il gioco del calcio lo ha spinto a tornare, così il vulcanico Paolo Di Nunno dopo aver riportato il Lecco in Serie B dopo 50 anni, ha accettato una nuova sfida prendendo le redini della Baranzatese 1948, compagine che domenica scorsa ha incrociato il Luino sul terreno di gioco del Parco Margorabbia (Foto di copertina dal profilo Facebook di Paolo Di Nunno).
Presidente, come è andata la partita?
Male! Anche se abbiamo vinto non sono contento! Dovevamo chiudere il primo tempo in vantaggio di tre o quattro reti. Nel secondo ci siamo addormentati correndo seri rischi. Alla fine ero arrabbiato e mi sono fatto sentire nello spogliatoio.
Sabato scorso il Lecco in vantaggio di due reti s’è fatto rimontare dalla Pro Vercelli. Cosa avrebbe detto alla squadra?
Guarda, neppure sapevo che il Lecco aveva giocato…
Dove vuole arrivare la Baranzatese?
Decisamente puntiamo a vincere il campionato di Promozione direttamente, senza passare dai play off.
Il miglior giocatore avuto a Lecco durante la sua presidenza?
Simone D’Anna, attaccante fortissimo che nel 2018/19 con noi segnò 29 reti vincendo il Pallone d’Oro della Serie D.
Cosa le è dispiaciuto quando ha lasciato il Lecco?
Dopo sette anni di presidenza alcuni tifosi mi hanno fatto male, criticando le mie scelte ed attaccandomi quando ero ricoverato in ospedale per seri problemi di salute. A Lecco ho speso 12 milioni di euro ed ho pagato di tasca mia il campo in sintetico dello stadio. L’anno scorso ho sostituito l’impianto d’illuminazione per adeguarlo all’alta definizione richiesta da Sky per le riprese televisive. Non dimentichiamo i nuovi seggiolini e gli altri lavori di adeguamento per mettere a norma il Rigamonti Ceppi per disputare la Serie B. Nessuno mi ha detto grazie ed il Comune non ci ha messo neppure un euro.
Come spiega lo sfortunato ritorno in Serie B?
La Lega ci ha fatto iscrivere in ritardo a causa di una mail (con la documentazione riguardante lo stadio che avrebbe ospitato le partite casalinghe in attesa del termine dei lavori al Rigamonti Ceppi) arrivata in ritardo, ma poi la ragione era dalla nostra parte. Ci hanno permesso di iniziare il mercato con un mese di ritardo, quando i giocatori adatti alla squadra ormai si erano accasati altrove. A gennaio il nostro DS Fracchiolla ha preso giocatori vecchi, altri demotivati e poco allenati. Dopo l’esonero di Aglietti che non ho scelto io, ho richiamato Luciano Foschi che ha rifiutato perché non voleva più il suo vice Malgrati. I due qualche mese prima mangiavano assieme pane e salamelle.
Come vede quest’anno i blucelesti lecchesi?
La nuova presidenza di Aliberti è molto solida. Al Lecco però mancano alcuni tasselli. Mezza squadra l’ho lasciata io. Battistini, Celjak, Tordini, Galli e cosi via. Sono sorpreso che sia rimasto Marrone. Il fatto che dice di essere rimasto perché ha un conto in sospeso con la città, mi sorprende. Comunque spero che il Lecco vada bene e torni in Serie B.
Come mai la Baranzatese?
Loro mi hanno proposto di occuparmi della squadra e ho accettato. Però a Baranzate non caccio un euro, tutti i soldi li ho spesi a Lecco…
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