Orino | 31 Agosto 2024

LA VARESE NASCOSTA. I misteri della Rocca di Orino

Le origini della fortezza, il fantasma di una donna che sarebbe apparso nei pressi di un antico castagno. E poi ancora le storie di amori clandestini, strani animali e punizioni tremende

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(A cura de “La Varese Nascosta“, dal sito www.varesenoi.it) Nel bosco di Orino sorge su uno sperone roccioso una fortezza avvolta da un alone di mistero e leggenda. Conosciuta anche come Rocca di Arian, viene nominata per la prima volta in un documento del 1176, nonostante sia sicuramente più antica.

Attorno alla Rocca sono fiorite molte leggende probabilmente anche in virtù della natura magica del luogo immerso nella natura, chiuso dalle alture e dai boschi eppure dotato di punti strategici da cui poter controllare il circondario.

Il fantasma di Ada

Nei pressi della rocca e della chiesetta si trovava un antico castagno di fianco al quale in molti affermano di aver visto il fantasma di una donna. Si tratta di Ada, moglie bella ma infedele del nobile Marchione. La coppia visse qui verso la prima metà del ‘500, epoca in cui la rocca fu occupata dalle truppe lanzichenecche svizzere (di cui Marchione faceva parte).

Puniti con la morte

Ada non era mai riuscita ad accettare il matrimonio combinatole dalla famiglia. Iniziò ad avere relazioni clandestine, protetta nel suo segreto dal fratello Francesco. Quando Marchione se ne accorse, la sua vendetta fu tremenda. Fece rinchiudere i due fratelli in celle separate nella torre della rocca. Ada venne uccisa, gettata in una botola irta di punte affilate. Francesco morì di fame e di stenti, dimenticato da tutti.

Anche il fantasma di Francesco pare aggirarsi nottetempo tra le mura della rocca e il bosco circostante. Foriero di cattive notizie e sventura.

La fuga degli eretici

E’ anche noto che nel IV secolo gli Ariani si fossero rifugiati Dentro le mura della Rocca per sfuggire dalle ire del vescovo di Milano, S. Ambrogio, e qui vi rimasero fino all’arrivo dei soldati milanesi. La leggenda racconta però che gli eretici scapparono a gambe levate da questo posto per l’improvvisa apparizione di San Lorenzo avvolto nelle fiamme. Gli abitanti del posto per onorare il santo costruirono poco distante dal luogo dell’apparizione la chiesa di San Lorenzo, davanti a cui c’è un tiglio monumentale che si stima avere due secoli di vita.

La mulattiera

Nei pressi della Rocca, un tempo molto lontano, esisteva una mulattiera che collegava la località in questione con Castel Cabiaglio. La mulattiera era facilmente percorribile anche semplicemente disponendo della sola luce lunare. Lungo questo sentiero capitava che viandanti, contadini e cacciatori venissero sorpresi dall’imbrunire e si trovassero a passare proprio lungo il sentiero in questione, ove si trova la cosiddetta roccia nera. Si tratta di un posto particolarmente suggestivo. Stando a diverse testimonianze offerte da persone di diversa estrazione sociale nel corso degli ultimi tre secoli, sarebbe al centro di fenomeni apparentemente di natura paranormale.

Pare che nei pressi della roccia nera, impropriamente definita un meteorite, sia possibile udire strani rumori, scalpiccii, voci, anche in pieno giorno. Tuttavia pare che i fenomeni più inquietanti siano stati registrati all’imbrunire, tenuto conto di alcune testimonianze, secondo le quali nei pressi della roccia nera e lungo le sue pareti sono state avvistate strane sagome di forma umana, luminescenti, e visi umani completamente deformi.

Sepolti sotto la roccia

Vi è anche chi ha asserito di esser stato inseguito da un grosso animale, descritto come un orso e spuntato silenziosamente all’improvviso dal bosco circostante. Al termine dell’inseguimento della durata di alcuni secondi lo strano animale svanirebbe nel nulla, come assorbito dall’aria. A tal proposito sarebbe possibile provare a trovare un aggancio storico a queste testimonianze. Infatti a Orino, soprattutto nel corso degli anni ’40-’50 del secolo scorso, era diffusa la voce secondo la quale sotto la roccia erano stati sepolti uno stregone pagano e il suo orso ammaestrato. Uccisi entrambi dai soldati di S. Ambrogio all’epoca delle battaglie antiariane di cui vi abbiamo parlato prima.

Sembianze misteriose

Il masso è denominato anche “Sasso nero”, a causa del suo colore molto scuro. E’ composto da carbonato di calcio contenente minuscoli granuli di ferro, che apparendo come piccole schegge dorate, gli conferiscono un’aurea dalle sembianze misteriose, tale da potergli attribuire anche il denominazione di “Sass de Luna” e di “Meteorite”.

L’iniziativa del Comune

Nel corso del 2022 il Comune di Orino ha posizionato lungo le vie del paese, sulle pareti delle case, delle piastrelle di ceramica che recano con sé degli indovinelli in dialetto. E’ ill “sentiero degli indovinelli” che da Orino porta alla Rocca.

Il percorso si snoda tra fitti boschi di faggi e castagni, è ben segnalato e con pochissimo dislivello. Il tempo di andata fino alla Rocca è di circa trenta minuti. Il percorso parte dalla piazza principale di Orino, seguendo il sentiero contrassegnato con il segnavia n. 302, in direzione Forte di Orino. I sentieri del Parco Campo dei Fiori sono sempre ben segnalati e ci permettono di procedere senza esitazioni.

Orino, la Rocca. Foto tratta dalla pagina Facebook "La Varese Nascosta"

La Rocca di Orino. Dalla pagina Facebook “La Varese Nascosta”

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