Modificare la tassa di successione con un’imposta del 50% sulle eredità che superano i 50 milioni di franchi. La proposta, lanciata in Svizzera dalla Gioventù socialista (Giso) ha convinto l’opinione pubblica, ed è ora un problema per i miliardari che vivono sul territorio della Confederazione elvetica.
L’iter è ancora nella sua fase iniziale, ma la raccolta firme – come hanno sottolineato in questi giorni diversi quotidiani oltre confine – ha avuto successo ed è arrivata a circa 140mila adesioni: un numero sufficiente per passare al referendum che – sempre secondo la stampa svizzera – potrebbe arrivare nel 2026.
La stima sugli incassi per lo Stato, derivanti dalla misura, è di circa 6 miliardi di franchi all’anno. Soldi che, stando alla proposta della Gioventù socialista, dovranno essere investiti in interventi a favore dell’ambiente. Il portale Swisscom sottolinea che l’eventuale riforma si porrebbe in controtendenza rispetto alle decisioni che sono state prese in Svizzera negli ultimi decenni, con l’abolizione dell’imposta di successione, per i parenti stretti, in diversi Cantoni.
Tra i miliardari che vivono in Svizzera, infine, c’è chi ha già prospettato un trasferimento per non fare i conti con la maxi tassa, qualora dovesse diventare legge. Tra le possibili mete, oltre ai noti paradisi fiscali, c’è anche l’Italia, dove recentemente è stato approvato il passaggio da 100 a 200 mila euro annui per la flat tax sui redditi prodotti all’estero dai ricchi che trasferiscono in Italia la loro residenza. Un provvedimento che, a fronte della prospettiva di lasciare un patrimonio dimezzato ai propri eredi in Svizzera, risulterebbe ad ogni modo conveniente.
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