Italia | 9 Agosto 2024

Piccoli Comuni, Uncem: «I bandi non sono lo strumento giusto per risolvere i divari territoriali»

Il presidente di Uncem Piemonte Roberto Colombero interviene sugli esiti del recente bando dedicato proprio ai centri più piccoli: «Servono Comuni che lavorano insieme, più visione e meno burocrazia»

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«Occorre prendere atto che i bandi destinati ai singoli municipi non sono più gli strumenti giusti per investimenti, per assegnare fondi, e soprattutto per risolvere i divari territoriali e per dare risposte alle comunità. Falliscono nelle loro centinaia di pagine, nelle FAQ incomprensibili, nei tempi rapidi per la candidatura, ma lunghissimi per la valutazione. Quello che è successo con il bando asili nido del PNRR piuttosto che con il bando piccoli Comuni è emblematico».

Lo afferma Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte.

«Bandi scritti malissimo, centinaia di FAQ, migliaia di partecipanti, progetti ambiziosi e molta fiducia comunitaria nelle progettualità, pochissimi finanziati. Un niente. Effimere soluzioni di scelta. Nel bando piccoli Comuni addirittura il 60% di incomprensibili esclusioni. Comuni fatti fuori, senza perché finora. – prosegue Colombero – È il tradimento, voluto, della legge 158 che parlava di aggregazioni di Comuni, Unioni e Comunità montane per rispondere».

«Peggio ancora – continua – stanno andando i commenti a questo bando e ai risultati, con un tifo da stadio tra filogovernativi e opposizioni. Ennesime divisioni. Mai una analisi senza tifo. Evolviamo. Facciamo riflessioni, esercitiamo il dubbio e la Politica. È proprio l’approccio partitico il più sbagliato e ingombrante, difettoso e vecchio, che mina ogni ragionamento su come, tra altre mille questioni istituzionali e organizzative degli Enti locali, si evitano bandi che contrappongono tutti contro tutti, che fanno divisioni e ingenerano illusioni oltre che invidie».

«È la programmazione strategica la formula migliore per risolvere i divari? Uncem gradirebbe avere tavoli nazionali per parlarne. Servono però ambiti territoriali ottimali, Comuni che lavorano insieme, dimensioni territoriali vere, dirigenti e direttori di ministeri che conoscano i flussi economici e sociali e dunque agiscano meno burocraticamente e con più visione. Se non vi è tutto questo, la logica facile del bando, peraltro come quello dei piccoli Comuni prorogato due volte e poi con discutibili risultati, continuerà a trionfare».

«Ancora un punto – conclude Colombero – Bene chi ha vinto. Bene chi ha i soldi. Siamo contenti. Ma la sfida vera che abbiamo di fronte è ancora più alta. Con visione e dimensione territoriale che prevalgano. Oltre i campanilismi. Insieme. Lavorare per uscire dal frammentato, dal diviso. Anche sulle disponibilità di risorse economiche. I sindacati non esultano solo quando portano qualche soldo in più. Uncem come sindacato di territorio si fa delle domande. E non pretende di avere risposte sempre corrette. Ma chiede dialogo e analisi. Quella che non deve mancare dopo il disastro di questo bando sui piccoli Comuni, legato a una legge, la 158 del 2017, che con Ermete Realacci, Enrico Borghi e tanti altri Parlamentari, abbiamo contribuito con passione e visione a scrivere».

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