La temperatura media registrata nel mese di luglio 2024 a Varese è stata di 1,4°C superiore alla norma 1991-2020, portandolo al nono posto tra quelli più caldi. Lo affermano gli esperti del Centro Geofisico Prealpino che hanno reso note le statistiche sul clima del mese scorso.
La media è stata abbassata dal clima molto fresco dei primi sette giorni del mese e dai forti temporali del giorno 7 e 12 che hanno anche portato il totale delle piogge al 240% della norma, al quarto posto tra i mesi di luglio più piovosi. Notevoli, infatti, i 148 mm caduti a Varese nel nubifragio del 7 luglio, il settimo valore più alto di accumulo giornaliero dal 1965.
Le giornate con temperatura massima oltre i 30 gradi sono invece state diciotto.
La prima parte del mese, spiegano gli esperti, è stata caratterizzata dalla presenza di un’area di bassa pressione scesa dal mare del Nord fino all’Europa centrale. Dopo alcune deboli perturbazioni, una più attiva è transitata sulla regione alpina a partire dalla serata del giorno 6 causando, il giorno 7, forti temporali dalla mezzanotte al mezzogiorno, con allagamenti a Masnago, Capolago e Tradate. Il quantitativo di pioggia maggiore nelle ventiquattr’ore è stato registrato dalla stazione ARPA di Arcisate con 212 mm.
Il tempo è migliorato il giorno seguente grazie all’espansione dell’anticiclone africano attraverso l’Italia e fino ai Balcani, con giornate estive con temperature fra i 30 e i 33°C fino al giorno 11. Con il gran caldo sono salite anche le concentrazioni di ozono che hanno raggiunto i 215 microgrammi/mc a Malpensa.
Il 12 luglio un’attiva perturbazione temporalesca ha interessato le Alpi con temporali forti di primo mattino, caratterizzati da violente raffiche di vento che hanno raggiunto i 79 km/h a Varese centro. Gli interventi dei vigili del fuoco sono stati numerosissimi per via di numerosi alberi abbattuti a Varese (viale Borri), Mornago, Besnate, Valceresio, Valganna e lago di Varese. La piena del fiume Olona è stata scongiurata dalla chiusura della diga di Gurone con riempimento dell’invaso.
Dopo questa perturbazione si è espanso nuovamente l’anticiclone africano che dall’Italia ha raggiunto le Alpi con un periodo di tempo soleggiato, caldo estivo e afoso sulla pianura. Il gran caldo è stato interrotto da temporali il giorno 19, 21 e 23, poi fino alla fine del mese le temperature massime sono rimaste sempre sopra i 30°C, anche se non si sono registrate punte eccessive: i 33°C del giorno 28 restano ben al di sotto del record di 36.8°C del 26 giugno 2019.
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