Lombardia | 22 Luglio 2024

Diritto allo studio, «La Lombardia continua ad abbandonare studenti e lascia senza borsa 1.367 idonei»

A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd Samuele Astuti e Paolo Romano: «È ora che Regione Lombardia si assuma finalmente le sue responsabilità, 20 milioni di euro è una cifra ridicola»

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«In cinque anni la maggioranza che governa la Regione Lombardia ha sottratto 170 milioni di euro alle università lombarde, obbligando così le università a pagare di tasca loro le borse di studio, cosa che non succede in nessun’altra regione italiana. E non è tutto. Nel bilancio 2024, ha tagliato ancora 5,2 milioni agli oneri di gestione, quei fondi pubblici destinati ai servizi, come studentati e mense, quando l’inflazione avrebbe richiesto invece delle risorse aggiuntive».

A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd Samuele Astuti e Paolo Romano, che intervengono per denunciare i tagli del governo nazionale e regionale al diritto allo studio. «Un danno ulteriore per le università e per il diritto allo studio di ben 1.367, tra studentesse e studenti che, pur avendo tutti i requisiti di merito e di reddito, non riceveranno la borsa di studio.

«Negli ultimi anni la Regione Lombardia ha stanziato come risorse proprie per le borse di studio circa 20 milioni di euro l’anno – proseguono -: una cifra ridicola, se si considera un fabbisogno in crescita tra i 150 e i 170 milioni di euro e il paragone con le altre regioni è impietoso. Il fatto è ancor più grave, se consideriamo che lo scorso dicembre l’aula consiliare aveva votato all’unanimità un atto del gruppo del Pd che garantiva il reperimento delle risorse necessarie a coprire tutte le borse di studio già nel bilancio 2024».

«È ora che Regione Lombardia si assuma finalmente le sue responsabilità, anche rispetto al diritto allo studio, dal momento che, nonostante tutte le sue potenzialità, finora non ha fatto la sua parte per garantirlo – incalzano i dem che in aula presenteranno le loro proposte durante l’assestamento di bilancio, in discussione da domani al Pirellone -. Una questione troppe volte ritenuta marginale che invece è fondamentale anche per la crescita di una regione che cresce sempre meno e che non può sperare di continuare a vivere sulle spalle delle università», vanno avanti ancora.

«Non va certo meglio a livello nazionale, dal momento che a causa dei tagli le università si ritroveranno 590 milioni di risorse in meno e 400 milioni di spese in più. Ma se è vero che questa regione crede, come sostiene in continuazione, nell’autonomia e nella sua eccellenza, allora ci aspettiamo anche che sia in grado di dimostrarlo», concludono Astuti e Romano.

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