Per qualsiasi giocatore, quella di riuscire a trovare uno stratagemma per imbrogliare e portarsi abilmente a casa un’ingente somma di denaro è una fantasia ricorrente. Persino io, che tutto potrei essere fuorché un fuorilegge, amo spesso farmi solleticare dall’idea di avere a portata di mano un sistema infallibile per fare jackpot al primo colpo.
Del resto il gambling, sia in forma fisica che in forma digitale, è un’invenzione umana e, come tutte le invenzioni umane, presenta falle e criticità che possono essere sfruttate per un tornaconto personale. Se in passato, tuttavia, era molto più facile trovare trucchi e sistemi per mandare in tilt le apparecchiature analogiche, devo ammettere che oggi prendere alla sprovvista uno dei moderni portali online risulta essere un’impresa quasi impossibile.
La cosa, in realtà, non mi stupisce troppo, dal momento che sono tantissimi i furbetti che nel corso della storia hanno tentato, con o senza successo, di espugnare le case del gambling. Con l’esperienza, dunque, e con l’incessante sviluppo tecnologico che ha investito il settore, le piattaforme possono ormai difendersi dagli imbroglioni con una grandissima quantità di strumenti e di misure di sicurezza all’avanguardia.
Cosa è cambiato rispetto al passato
Come ho già anticipato, dagli anni ‘80 fino ai giorni nostri le possibilità di fregare le slot sono significativamente diminuite. Finché sono sopravvissute le antichissime macchine mangiasoldi analogiche, infatti, era possibile elaborare tecniche e stratagemmi efficaci per svuotare letteralmente le apparecchiature. Non a caso, a quei tempi, le cronache hanno fatto la conoscenza del leggendario Tommy Carmichael, soprannominato l’”Edison dei casinò”.
Da quel che ho potuto leggere in rete, Carmichael è stato in grado di sottrarre oltre 45 milioni di dollari a diverse playroom americane grazie al sistema soprannominato “top bottom joint”. In parole povere, una corda di chitarra flessibile veniva inserita all’interno della fessura della mangiasoldi, inviando così un segnale elettrico che liberava automaticamente tutte le monetine al suo interno.
Inutile che vi dica che il grande Tommy ha visto la galera più volte nel corso della sua esistenza, ma questa ed altre sue bizzarre invenzioni per sbancare i club statunitensi sono sicuramente rimasti nella storia. Tutti i suoi furbissimi sistemi, tuttavia, oggi sarebbero del tutto inefficaci, dal momento che le macchine mangiasoldi sono completamente digitalizzate e protette da numerosi scudi anti-frode.
I sistemi di sicurezza dei moderni portali

Altro che fili di ferro, calamite o monete finte. Se oggi mi sentissi un abile truffatore come quelli che si vedono all’interno delle pellicole hollywoodiane, dovrei tenermi pronto ad aggirare una serie di misure di sicurezza e strumenti per la crittografia altamente avanzati. Ecco, nello specifico, di cosa sto parlando:
1. RNG
Se volessi barare alle macchinette mangiasoldi, il primo ostacolo che mi troverei a dover affrontare è la tecnologia RNG (Random number generator). Questa genera numeri e risultati in modo assolutamente casuale, rendendo di fatto del tutto imprevedibile l’esito di una scommessa. L’RNG nasce principalmente come misura per il gioco equo, poiché garantisce ai giocatori che il provider non possa indurre loro a perdere soldi in maniera volontaria.
Al contempo, però, rappresenta un’arma perfetta contro gli imbroglioni, dato che questo generatore non può essere manipolato né utilizzato in alcun modo a proprio vantaggio per fini illeciti. Seppure, dunque, fossi in grado di visualizzare i complessi algoritmi dell’RNG, non avrei la minima possibilità di interferire con la sua attività.
2. Sistemi di monitoraggio avanzati
Sono abbastanza sicuro che, anche in passato, le playroom fisiche tenessero conti ben dettagliati delle entrate e delle uscite relative alle proprie casse. Questo significa che era possibile riconoscere una vincita anomala e, eventualmente, intervenire per annullarla.
Le moderne piattaforme di gioco, e in particolare quelle che operano sotto il controllo di organismi di regolamentazione statali, sono dotate di sistemi automatici e basati sull’AI di gran lunga più avanzati. Dando per scontato che io riuscissi a mandare in tilt il sistema e ad aggiudicarmi una vincita in modo furbo, il sistema impiegherebbe solo pochi secondi per bloccare il trasferimento e condurre tutte le verifiche di sicurezza del caso.
3. Verifica dell’identità
Prima di registrarsi su una piattaforma che offre servizi di gambling online, è necessario fornire alcuni dati relativi alla propria identità. Io stesso ho dovuto fornire più volte carte d’identità, passaporti o documenti che provassero la mia residenza italiana in fase di iscrizione. Questo insieme di procedure prende il nome di KYC (Know your customer), e hanno lo scopo di limitare l’accesso delle piattaforme a persone reali.
Se decidessi di non inoltrare i miei documenti d’identità, il mio account sarebbe limitato e non avrei la possibilità di puntare soldi reali sui titoli della vetrina di un portale. Al contempo, se riuscissi ad interferire con i sistemi del portale, intascando una vincita illecita, il provider ci metterebbe pochissimo tempo prima di risalire alla mia identità e a segnalarmi alle autorità competenti.
Ne vale la pena?
Sicuramente no, o meglio, non per me che non sono di certo un Lupin amante del brivido derivante dall’illecito. Qualche appassionato di statistica potrebbe convenire con me quando dico che, probabilmente, è anche più rischioso tentare di imbrogliare con il gambling virtuale piuttosto che puntare una scommessa e affidarsi alla Dea Bendata.
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