L’autonomia differenziata è legge. Questo l’esito della lunga maratona notturna che ha portato, alla Camera, al secondo e definitivo sì al disegno di legge: 172 i voti favorevoli, 99 quelli contrari e un solo astenuto.
Un provvedimento, quello dell’autonomia, che è stato più volte contestato dall’opposizione che anche ieri, ha manifestato a Roma contro questo disegno di legge e contro il premierato.
Soddisfazione da parte della maggioranza con la Lega che parla di giornata storica: entusiasti i parlamentari leghisti che hanno festeggiato esponendo le bandiere di alcune regioni tra i banchi di Montecitorio, con, tra gli altri, il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il deputato varesino Stefano Candiani e Fabrizio Cecchetti, coordinatore della Lega Lombarda.
Grande soddisfazione anche per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: «Una notizia eccezionale per la Lombardia e per i lombardi che, sette anni fa, con un referendum, avevano espresso in maniera chiara e netta la volontà di andare in quella direzione».
«Con l’autonomia – commenta il governatore – avremo più competenze in diverse materie e potremo confermare la nostra capacità amministrativa rendendo ancora più forte la nostra regione. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e in particolar modo il ministro Calderoli che ha dato un impulso deciso per raggiungere questo traguardo. Con l’autonomia la Lombardia sarà libera di correre ancora più velocemente».
Tra le critiche durante la discussione della riforma quella della deputata varesina Maria Chiara Gadda, vice presidente del gruppo di Italia Viva: «La Lega dovrebbe avere l’onestà di riconoscere che con questa riforma sta tradendo pure la sua battaglia storica, patetico continuare a ingannare i suoi elettori del Nord usando questo vessillo ad ogni campagna elettorale. L’autonomia è giustamente condizionata al raggiungimento di livelli essenziali di prestazione omogenei sul territorio nazionale. Parliamo di sanità, trasporto pubblico, insomma della vita quotidiana dei cittadini».
«Il ministro Calderoli, da un lato, ha ammesso oggi in aula che non c’è la minima contezza da parte del governo rispetto ai costi che questo provvedimento comporterà, a partire dalla quantificazione dei Lep. Ed è già grave di per sé, visto che sarebbe il momento di capire come riorganizzare il sistema per garantire – al sud così come al nord – servizi dignitosi ai cittadini a partire da quelli più fragili e in condizione di povertà. Dall’altro, lo stesso ministro Calderoli ha di fatto confessato che gli slogan utilizzati in questi anni dal suo partito per raccogliere consenso nel Nord sono una pura illusione: il federalismo, fatto in questo modo, è una scatola vuota e non verrà per fortuna mai attuato. Svelato finalmente il velo dell’ipocrisia della Lega», ha concluso Gadda.
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