Un anno e tre mesi di reclusione per un cittadino albanese che nel 2019, insieme al fratello all’epoca minorenne, avrebbe teso un agguato in strada ad un connazionale di 53 anni, facendolo finire in ospedale con delle ferite ad una spalla e ad un braccio.
La sentenza è stata pronunciata dal collegio del Tribunale di Varese, città dove si sono svolti i fatti, la cui genesi resterà incerta.
La vicenda, infatti, è stata ricostruita soltanto in parte da chi ha indagato concentrandosi sul contesto locale dello spaccio di droga, nel quale vittima e aggressori (il fratello dell’imputato è a giudizio davanti al tribunale per i minori) sarebbero arrivati ad una resa dei conti dopo precedenti dissidi.
L’aggressione, sempre secondo l’accusa, sarebbe avvenuta a colpi di mazze da baseball, che avrebbero raggiunto anche l’auto della vittima. Ma le mazze non sono mai state ritrovate, al pari del veicolo utilizzato dagli aggressori il giorno dei fatti, e dello zaino che sarebbe stato sottratto al 53enne dopo il pestaggio, costato all’uomo venti giorni di prognosi. L’incertezza rispetto a questi dettagli della vicenda ha portato all’assoluzione dell’imputato dalle accuse di rapina e minacce.
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