Germignaga | 5 Giugno 2024

Marco Fazio: «Mi ricandido con grande entusiasmo, mi dedicherò a Germignaga al 100%»

Il sindaco uscente si ripresenta con una squadra in parte rinnovata e in parte confermata. «Vogliamo proseguire nel lavoro iniziato anni fa, tanti progetti già finanziati ed approvati»

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Dieci anni trascorsi ricoprendo il ruolo di sindaco e cinque da assessore, durante il secondo mandato dell’ex sindaco Chicco Prato. Oggi, con il nuovo decreto legge approvato a gennaio, via libera alla candidatura dei primi cittadini senza alcun tipo di vincolo anche per i Comuni fino a 5mila abitanti.

Così, Marco Fazio ha potuto proseguire il suo impegno nell’amministrazione comunale di Germignaga, candidatosi sindaco alla guida della sua lista “Iniziativa Democratica”, dove i cittadini saranno chiamati alle urne il prossimo 8-9 giugno. Gli aventi diritto al voto dovranno scegliere tra lui e l’altro candidato sindaco, Giovanni Corbellini, che ha formato “Germignaga Civica 2024”.

All’interno della squadra che lo supporta Fazio ha inserito diverse nuove figure, tra cui giovani e persone alla prima esperienza amministrativa, ma anche numerosi consiglieri comunali uscenti, che hanno sposato il suo programma anche in questa tornata elettorale.

Ecco l’intervista a Marco Fazio, che ha affrontato numerosi temi e criticità guardando al futuro del paese.

Perchè ti sei ricandidato per la terza volta? 

La motivazione principale è che avevamo ancora delle cose da completare, questi elementi che abbiamo seminato nel corso di cinque anni andavano completati: ci tenevamo a portarli a termine con la visione che abbiamo in mente. Il secondo aspetto, invece, quello che tante persone mi hanno manifestato l’auspicio di una mia ricandidatura.

Papà, insegnante e sindaco, con un’esperienza alle spalle di oltre quindici anni. Hai mai pensato, in questi mesi di tirare i remi in barca?

In parte ci ho pensato, ma l’entusiasmo di candidarmi è stato maggiore. Si tratta di un ragionamento fatto insieme alla mia famiglia e confrontandomi con loro ho compreso che mi sarei potuto occupare dell’amministrazione al 100%. Per questo, nel caso in cui vincessimo le elezioni prenderò l’aspettativa da scuola, ma solo dopo aver finito la maturità. Era una decisione che avevo già in mente, ma non mi sembrava corretto nei confronti dei miei ragazzi farlo prima. 

Come hai creato la tua squadra?

Il primo punto è stato il ragionamento insieme ai consiglieri uscenti: alcuni hanno manifestato la volontà di continuare, altri no. Questa è stata la primissima base di lavoro. Successivamente abbiamo coinvolto persone che condividevano con noi l’impegno e una certa visione del paese. La cosa positiva è stata che questo lavoro di coinvolgimento ha portato ad avere un gruppo di numero superiore rispetto alla possibilità della lista. Così, sulla base di questo abbiamo costruito una parte di programma e poi la decisione di composizione della lista dei consiglieri. I nuovi sono Malak El Fatih, Cristian Papa, Virginia Bagaglio, Vittorio Congiustì e Angelo Paronelli, mentre i confermati sono sette, Antonio Anfiteatro, Emanuele Borin, Rosa Anna Ferrara, Daniele Romano, Matteo Testa, Rosaria Soldati, Lorenzo Tirotta. La media è tra i 45-50 anni, ma nella composizione della lista abbiamo cercato di inserire persone con età diverse, di aree diverse del paese e anche con profili diversi tra competenze e professionalità.

Quali saranno, nel caso in cui verrete eletti, le prime priorità che svilupperete nei vostri primi cento giorni di mandato?

Anzitutto la prima cosa è quella legata al dissesto idrogeologico, impostando una variazione di bilancio per andare a impegnare parte dell’avanzo di amministrazione in interventi sul versante idrogeologico. Lo studio è pronto da dicembre 2023, serve solo metter le risorse per passare alla progettazione. Lo studio Idrogea ha analizzato la situazione, valutando diverse opere tra via Toti, via San Giovanni via Ai Ronchi. Ai residenti di questa zona abbiamo inviato un foglio aggiuntivo, oltre al programma, in cui si fa riferimento a questi lavori. La seconda cosa è quella di riprendere i progetti di sistemazione della piazzetta in via Puccini, ai Premaggi, e il tratto di lungolago dal Boschettino (secondo parcheggio dopo la colonia, ndr), alla fine della spiaggia di via Bodmer. Gli interventi sono già finanziati, ora sono allo stato di progettazione preliminare. Non da ultimo, in terzo luogo, l’avvio del piano sosta, con i primi incarichi di progettazione per nuovi parcheggi: i primi due, quelli più fattibili, sono in via Filzi e via Mameli.

Altri punti nel programma? 

Diversi sono i progetti a lungo termine che abbiamo intenzione di portare avanti, ad esempio l’area Genova, quella a ridosso della Chiesa. Si tratta di un intervento che può sbloccare la situazione dei parcheggi, ma sarà fondamentale capire quale sarà la decisione migliore. Il metodo più veloce e meno dispendioso potrebbe essere del realizzare un sistema intelligente con sensori in grado di segnalare la presenza o meno di parcheggi liberi. La possibilità di realizzare un autosilo già durante l’amministrazione Prato superava il milione di euro. Un altro punto è quello della rinascita della Casa del Popolo, per la quale abbiamo un’idea ben precisa di destinazione: l’edificio è sviluppato su due piani e quello superiore è più interessante. Abbiamo in mente di trasformarlo in uno spazio di aggregazione destinato a generazioni diverse. Il tema della intergenerazionalità è molto in voga, per questo vorremmo creare un centro di aggregazione giovanile sul modello della biblioteca aggregativa di Mendrisio. Inoltre, vogliamo anche intervenire presso il centro sportivo in via Ai Ronchi, per rispondere alle esigenze di spazi non solo a livello comunale. Infine c’è un altro punto che che mi sta a cuore per il futuro, vale a dire quello delle aree dismesse: prima su tutte l’area Stehli, su cui abbiamo intavolato un discorso con la proprietà di uno dei due lotti, per poi proseguire con due proprietà private in centro, una nell’area di via Bodmer e l’altra in via Mameli. Bisogna dialogare con il privato, in ottica di rigenerazione urbana e territoriale, in modo da ricavare anche il massimo valore pubblico: penso ai benefici per la viabilità e per i pedoni che deriverebbero dall’intervento – speriamo prossimo – sull’area Stehli.

Per quanto riguarda il ponte ciclopedonale tra Luino e Germignaga sul fiume Tresa?

Noi come giunta siamo stati coinvolti nella Conferenza dei Servizi, in linea di massima abbiamo già espresso parere positivo. Collegare i due tratti di lungolago sarebbe interessante, indubbiamente potrebbe valorizzare le due aree. Abbiamo però già denunciato tre problemi: quello del coinvolgimento, visto che ci siamo ritrovati tirati dentro a cose fatte dopo la pubblicazione del Masterplan, in secondo luogo quello della sicurezza idrauilica al variare del livello del fiume. La terza area naturalistica da tenere sotto è la foce del Tresa, vedere se compatibile.

Cosa pensi delle critiche che ti ha rivolto l’altro candidato sindaco, Giovanni Corbellini?

Personalmente non ho condiviso diverse cose. La prima è l’osservazione che del programma elettorale 2019 è stato fatto poco e niente. Ancora prima di presentare il programma, abbiamo consegnato un resoconto di mandato ai cittadini con gran parte degli interventi previsti, tra cui l’illuminazione pubblica, il rifacimento del campo in via Ai Ronchi e l’area giochi al Parco Boschetto, che sono stati realizzati o finanziati e progettati. A questi si sono aggiunti interventi non previsti, come l’acquisto della Casa del Popolo o la sistemazione della palestra delle scuola medie, che si aggiungono a quanto fatto. Questa accusa mi sembra davvero assurda, così come quella sulla scuola. Da subito avevamo annunciato che l’intervento sarebbe stato possibile solo con l’accesso a finanziamenti esterni. Proprio a quel fine è stato dato incarico a professionisti per elaborare un documento preliminare di progettazione da candidare. Ma purtroppo non abbiamo avuto accesso a contributi. In più nella sua valutazione non si tiene conto di un paio di fattori importanti, da una parte il biennio Covid, che ha inciso sull’operatività, e anche un turn over non indifferente nel corso di cinque anni all’interno delle aree di responsabilità in Municipio.

E sul fatto che a livello sovracomunale Germignaga, rispetto al passato, conti di meno?

Dipende da cosa intendiamo: se questo lo si intende solo come “raccolta fondi”, è un errore, perché ci si dimentica degli studi sul Margorabbia e sulla foce del Tresa finanziati da Comunità Montana, o dei fondi per gli interventi, sempre sul Margorabbia, arrivati da Regione Lombardia. Se però parliamo a un livello più alto, politico, bisognerebbe ricordare che Germignaga ha espresso la vicepresidenza dell’ente, contribuendo in modo decisivo a un nuovo modo di governare il territorio: non più con l’idea dei fondi dati ai Comuni in base ad appartenenze o al sostegno alla giunta di turno, ma con una vera logica di sviluppo territoriale. In questi ultimi cinque anni pochissime volte i Comuni non hanno votato all’unanimità.

Che idea ti sei fatto delle dimissioni?

Trovo che siano state da una parte l’epilogo di un modo di intendere il modo di lavorare, con una visione personale che difficilmente trovava condivisione e possibilità di confronto… quindi un esito quasi automatico… dall’altra parte però c’è stata questa manovra che è rimasta sotto traccia fino all’ultimo, ma che era ben visibile dall’esterno, oltre la critica e la delegitimamezione, che non aveva solo il fine di far funzionare in modo diverso l’amministrazione…

Cosa ne pensa dell’altra lista? 

Si tratta di persone che apprezzo e con cui ho avuto modo di avere a che fare in questi giorni. Diciamo che la cosa che posso dire è che non è del tutto chiaro, a mio parere, quali sono i motivi di una discesa in campo così. Sul candidato sindaco è chiaro, su molti altri candidati faccio fatica a capire che direzione riusciranno a dare. A livello personale, però, sono dispiaciuto per persone che conosco, che hanno deciso di impegnarsi, ma che in questi anni nnon hanno mai manifestato criticità.

Che campagna elettorale è stata?

Abbiamo cercato di fare una campagna elettorale tutta in positivo, non a caso abbiamo scelto la parola “Futuro”. Altri hanno preferito scegliere la parola passato, e dare più spazio alle critiche a discapito della parte costruttiva che è rimasta vaga. Noi ci siamo concentrati sulle proposte, confrontandoci con autocritica… poi spetterà agli elettori votare. Saranno loro a decidere.

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