Oltre trent’anni di esperienza politica con alle spalle numerosi incarichi a livello amministrativo, non solo tra le fila della maggioranza, come consigliere ed assessore, ma anche tra i banchi della minoranza. Così, dopo essersi dimesso a fine 2022, ora è candidato sindaco di “Germignaga Civica 2024” e correrà alle prossime elezioni amministrative del paese l’8 e il 9 giugno.
Si presenta così Gianni Corbellini, ex direttore di banca ed ex assessore della giunta guidata da Marco Fazio, sindaco uscente di Germignaga, anch’egli candidato in continuità con la passata amministrazione per la lista “Iniziativa Democratica“.
Corbellini oggi non si nasconde e, dopo un periodo trascorso a costruire la propria squadra, è pronto a raccogliere questa sfida che condurrà al prossimo weekend, quando i cittadini saranno chiamati alle urne per decretare il sindaco, la nuova giunta e il nuovo consiglio comunale. Nel frattempo questa sera presso il parco giochi ai Premaggi, dalle 20.30, e giovedì 6 giugno alla Colonia elioterapica, dalle 21, incontrerà i cittadini per presentare lista e programma elettorale.
Ecco l’intervista a Gianni Corbellini.
Dopo vari tentennamenti, alla fine hai scelto di candidarti sindaco: come mai?
Ero in difficoltà nel mettere insieme la squadra che volevo, ma quando tutti i tasselli sono andati al loro posto abbiamo creato la lista. Sono contento perché ci saranno due liste, e una di queste ricoprirà il ruolo di minoranza. Non credo di perdere sicuramente, ma avere una minoranza è un bene del paese.
Per quali motivi hai lasciato la maggioranza dove, fino alla fine del 2022, hai ricoperto il ruolo di assessore di Fazio?
Ho lasciato la maggioranza perché in netta contrapposizione al modo di amministrare di Fazio, anche se ero entrato per dare una mano e consigli. Se non faccio esempi risulta difficile capirlo, ma se ne faccio poi apriamo polemiche. Dico solo che se si è amministratori si deve garantire l’attività di controllo e di indirizzo politico. Bisogna farlo. Nei trent’anni di amministrazione Garagnani e nei dieci di Chicco Prato ci si confrontava di più con le persone vicine alla lista. Ora è diverso, ma non penso sia una conseguenza del Covid. Anche prima era così. L’attuale sindaco preferisce una gestione più personalistica, così da martedì prossimo in ogni caso la presenza di una vera minoranza comporterà una gestione più attenta e responsabile.
E dopo le dimissioni cos’è successo?
Non ho voluto tirare a campare fino alla fine, così mi sono dimesso e ho fatto il consigliere indipendente come se fossi in minoranza, dal momento che avevo detto al sindaco di non essere più sulla sua stessa linea. Ho denunciato i miei malumori, nonostante abbia cercato di condividere un cambiamento necessario. Invece ho lasciato, dicendo in consiglio comunale quello che ritenevo giusto dire, proponendo cose che abbiamo inserito nel nostro programma elettorale.
Com’è cambiata, se è cambiata, Germignaga negli ultimi anni?
Secondo me è un paese disordinato, soprattutto per quanto riguarda la viabilità. Non abbiamo più davanti una seria programmazione, come invece si era abituati a fare con Garagnani e Prato. Oggi è tutto fermo e del programma elettorale del 2019 è stato fatto poco e niente. La messa in sicurezza di via Bodmer l’ho fatta io e mi sono dimesso alla fine dei lavori. Un altro grosso progetto era quello di spostare le scuole elementari nell’area Unes, in via Filzi. Era nel programma elettorale, ma non è stato fatto nulla.
Quali criticità o potenzialità inespresse hai riscontrato?
Sono convinto che Germignaga, rispetto al passato, conti meno a livello sovracomunale. Della progettualità della Comunità Montana Valli del Verbano a noi non è arrivato nulla, nonostante abbiamo due grosse criticità nel nostro territorio di competenza. La prima è la Valle del San Giovanni, tra Germignaga e Brezzo di Bedero. C’è una bomba innescata con versanti che prima o poi verranno giù e case a rischio idrogeologico. L’altra riguarda la foce del Tresa con il flusso dell’acqua difficoltoso a causa del fondo che continua ad alzarsi a causa della foce ostruita. Si tratta di problemi da prendere in considerazione a livello sovracomunale, a maggior ragione se il vicepresidente della Comunità Montana è il sindaco Fazio.
In che modo hai formato la tua squadra?
Tutti i candidati sono di Germignaga o sono legati al paese da anni, sia i più giovani che quelli adulti. Si tratta di figure competenti, che hanno voglia di impegnarsi per la nostra comunità, in alcuni casi con bellissime esperienze di volontariato alle spalle. I candidati sono Angela Arcieri, Cristina Borrelli, Moreno Bricchi, Daniele Camboni, Claudio Carlotti, Antonella Ceriotti, Adele Cossi, Silvia Gasparetto, Massimiliano Morazzoni, Michela Nicoletti, Edoardo Pisoni e Sandra Puricelli. Di questi, oltre me, solo Daniele Camboni ed Edoardo Pisoni hanno esperienze a livello amministrativo.
Prima delle presentazioni delle liste sembrava ci fosse spazio anche per la candidatura dell’ex professore di educazione fisica, Piergiorgio Manfrè. Cos’è successo?
A me dispiace, gli avevo detto già a febbraio che avremmo preso strade diverse. L’altro giorno ha scritto un post su Facebook in cui ha giudicato insufficiente il nostro programma e gravemente insufficiente quello dell’altra lista. Ognuno è libero di esprimere la propria opinioni, ma noi cercheremo di essere più concreti. Rispetto ai suoi progetti e alle sue proposte, ci sono numerose cose da fare nei cinque anni. Sono convinto sia un brav’uomo, ma purtroppo non sempre questo basta.
Quali sono le prime tre cose che faresti, se eletto, nei primi 100 giorni di mandato?
Anzitutto voglio capire com’è organizzato il Comune e quali spazi ci sono per migliorare l’assetto. Il riferimento, ad esempio, va al corpo della Polizia locale, con gli agenti che dovrebbero essere più collaborativi. Bisogna rivisitare in modo critico chi fa cosa, senza dire di sì a tutti. Bisogna recuperare l’attenzione verso i cittadini e il ruolo strategico del segretario comunale, il dottor Ottavio Verde, persona molto competente. Dovrebbe essere più presente, con un ruolo di prim’ordine. Un’altra cosa sulla quale lavorerei sin da subito è quella della sicurezza idrogeologica, pensare sin da subito di affidare un incarico con l’obiettivo di evitare allagamenti: negli ultimi cinque anni se ne sono verificati due, nel 2020 e nel 2022. Infine, la terza cosa è il miglioramento della viabilità, Germignaga non può e non deve essere il paese del parcheggio selvaggio, tra piazza Partigiano e via Cadorna è fondamentale una gestione più efficace.
Quali gli altri punti importanti del tuo programma elettorale?
Il coinvolgimento di tutti i cittadini è fondamentale. Nel caso in cui dovessimo vincere, degli otto candidati quattro rimarrebbero fuori. Da qui dovremo partire, organizzando incontri a cadenza mensile per parlare, magari anche con la costituzione di gruppi di lavoro o commissioni che si occupano di argomento e criticità. Dobbiamo essere concreti, più presenti e aperti al dialogo con i nostri cittadini. Mi piacerebbe trasferire presso la Casa del Popolo il comando della Polizia locale, in modo tale che siano sempre presenti, per qualsiasi necessità. Inoltre sarebbe utile anche motivare maggiormente gli operai comunali, rendendoli contenti e soddisfatti anche sul piano della gratifica personale. Se si lavorasse con una maggior collaborazione e voglia si potrebbero fare tante altre cose, come gestire meglio l’area Camper.
Cosa pensi dell’altra lista?
Per qualcuno provo una grande stima e massimo rispetto, come nel caso di Daniele Romano o Rosa Ferrara, con altri invece non ci siamo mai trovati. Di questa nuova squadra alcuni li conosco, altri no, ma l’idea che mi danno da fuori, in base alla composizione della lista, è quella della rappresentanza.
Se dovessi perdere, invece, che tipo di minoranza sareste?
Sicuramente sarei la stessa minoranza di questi ultimi due anni, dove ho svolto la mia attività di controllo, ma senza fare accesso agli atti per ogni delibera. Il sito del Comune, in ogni caso, dovrebbe essere più accessibile a tutti.
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