Varese | 4 Giugno 2024

Cunardo, il matrimonio in villa non è valido: sotto accusa organizzatori ed ex sindaco

Accusati di truffa i gestori della struttura, dove nel 2018 si è svolta la cerimonia, e l'allora primo cittadino Morisi, che risponde anche di peculato. "Niente rito civile, ma cerimonia simbolica"

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Alla base del fatto potrebbe esserci un equivoco, ingombrante a tal punto da creare diverse conseguenze, tutte spiacevoli: un ex sindaco accusato di aver intascato dei soldi per la celebrazione di un matrimonio civile che in realtà non era valido, perché celebrato in una struttura non idonea; i gestori di questa struttura accusati di aver raggirato una coppia; e infine la brutta esperienza vissuta dai coniugi stessi, che oltre un mese dopo la festa di matrimonio scoprono di non essere affatto marito e moglie.

Per la Procura di Varese non si tratta di incomprensioni, ma di reati. Quello di truffa, contestato ai gestori di una villa di Cunardo e all’ex sindaco del paese, Angelo Morisi, che deve rispondere anche di peculato perché – stando alla tesi di chi ha indagato – celebrando un matrimonio solo simbolico, e non con effetti civili, avrebbe ricevuto dalla coppia 300 euro in contanti, «senza alcuna legittima causale e senza registrazione a bilancio comunale», guadagnando dall’errore dei dei futuri sposi, «che credevano di celebrare un matrimonio valido ai fini civili» e che la somma «fosse destinata alla regolarizzazione amministrativa degli atti».

La vicenda risale all’autunno del 2018, ma dal punto di vista penale è ancora ferma, in tribunale a Varese, all’udienza predibattimentale, quella fase in cui il giudice deve stabilire se a fronte delle accuse il procedimento merita di andare avanti. I coniugi avevano sporto denuncia dopo aver scoperto il motivo per cui i documenti per il congedo matrimoniale non arrivavano: i due non risultavano sposati. Ed era così emerso che quel giorno del 2018, in quella prestigiosa villa dell’alto Varesotto, immersa nel verde, la festa con arrivo in limousine, musica dal vivo e banchetto aveva sancito soltanto un matrimonio simbolico, anche noto come matrimonio all’americana.

I gestori della villa, difesi dall’avvocato Augusto Basilico (oggi, martedì 4 giugno, sostituito in aula dalla collega Greta Forlin), respingono le accuse, sostenendo di aver messo bene in chiaro la natura del loro servizio, presentato con un “pacchetto” dal costo complessivo di 9mila euro. La villa, in sostanza, non poteva essere considerata una sede distaccata del municipio (che ancora oggi, per quanto riguarda Cunardo, resta l’unico luogo idoneo per la celebrazione dei matrimoni con rito civile). E sono dell’idea che le incomprensioni sarebbero sorte al momento degli accordi tra il sindaco e la coppia; accordi di cui i gestori stessi non potevano essere a conoscenza. Per queste ragioni la difesa dei gestori ha chiesto il non luogo a procedere.

L’intenzione della difesa dell’ex sindaco, rappresentata dall’avvocato Claudia Cornacchia, è invece quella di prendere la strada del patteggiamento. Ma la procedura è di competenza del collegio, e non del tribunale in composizione monocratica, davanti al quale si è svolta l’udienza odierna, rinviata a fine giugno per il verdetto. La coppia, dopo i fatti del 2018, si è unita in matrimonio con una seconda cerimonia. (Foto di copertina dal sito www.pixabay.com) 

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