Quattro giovani a processo per furto aggravato, e quattro condanne chieste dal pubblico ministero Antonia Rombolà davanti al giudice Alessandra Sagone. I fatti al centro del processo, giunto alle battute conclusive in tribunale a Varese, risalgono al maggio del 2019 e sono avvenuti a ridosso del centro di Luino, in via Voldomino.
I ladri fanno irruzione nell’appartamento di un ragazzo, e dopo aver rotto il vetro di una finestra mettono le mani su un orologio placcato in oro (che le forze dell’ordine hanno poi trovato in tasca ad uno dei sospettati) e su un coltello a serramanico. Il valore degli oggetti non supera i 500 euro, e il bottino è tutto lì, perché poco dopo i ladri sentono rientrare l’inquilino e si danno alla fuga dirigendosi verso il tetto dell’abitazione.
Due gli autori materiali del furto, e due le persone che avrebbero atteso all’esterno dell’appartamento, facendo da palo. Questo secondo la ricostruzione dell’accusa, che ha chiesto due anni di reclusione per uno degli imputati, e un anno e otto mesi per gli altri tre; per tutti (all’epoca dei fatti due di loro avevano 20 anni, uno 19 e uno 30) il pubblico ministero ha chiesto anche una multa di 600 euro. Nella vicenda sarebbe stato coinvolto anche un quinto soggetto, non ancora diciottenne al momento dei fatti, e per questo deferito al tribunale dei minori.
Le difese, rappresentate dagli avvocati Corrado Viazzo, Fabio Margarini e Lucia De Giorgi, hanno chiesto l’assoluzione. E per le posizioni di due imputati è stato messo in dubbio il loro effettivo coinvolgimento nel furto. In particolare uno dei due era stato visto all’esterno dell’abitazione a furto già consumato e non aveva la refurtiva con sé, è la posizione del difensore. La sentenza arriverà a inizio giugno.
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