Luino | 12 Maggio 2024

Luino, il messaggio domenicale di don Daniele: “Una firma che fa bene”

Il parroco illustra ai fedeli il significato e il senso che l’8x1000 ha per i credenti: «Gesto importante per sostenere i poveri, l’educazione, i sacerdoti e le strutture»

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(di don Daniele Bai ) Ogni anno la Conferenza Episcopale Italiana promuove la Giornata nazionale di sensibilizzazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Trovo utile presentare ai fedeli questa forma di condivisione.

L’8×1000 è la percentuale dell’imposta fissa sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) che è possibile destinare allo Stato o ad una confessione religiosa attraverso la dichiarazione dei redditi. Le somme raccolte attraverso l’otto per mille dovranno essere utilizzate dai beneficiari (Stato o confessioni religiose) per le finalità definite dalla legge.

Questa misura nasce a seguito del Concordato con la Chiesa Cattolica e delle Intese con le altre confessioni religiose. L’8 per mille nasce nel 1984, quando il Concordato tra la Repubblica Italiana e la Chiesa Cattolica termina i trasferimenti diretti a sostegno del clero e dell’edilizia
di culto introducendo questa nuova modalità di finanziamento.

La legge di attuazione 222/1985 prevede che i cittadini contribuenti possano scegliere di destinare l’8 per mille della propria IRPEF allo Stato o alla Chiesa Cattolica. Le quote non espresse sono ripartite secondo le preferenze assegnate. Qualunque cittadino contribuente può assegnare l’8 per mille a uno dei soggetti beneficiari compilando il modulo 730-1 da consegnare insieme alla dichiarazione dei redditi, se tenuti a farla, o singolarmente. In questo secondo caso si può consegnare il modulo in busta chiusa presso un ufficio postale (in questo caso gratuitamente) o una struttura abilitata (CAF, commercialista). Per indicare l’opzione è sufficiente apporre la propria firma sotto il riquadro con la denominazione del beneficiario.

L’8 per mille non sostituisce il cinque per mille e il due per mille: il contribuente può compiere tutte e tre le assegnazioni contemporaneamente in sede di dichiarazione dei redditi.

Essere parte della Chiesa significa riconoscere di essere figli di Dio e fratelli tra di noi; quindi non siamo una famiglia solo “per modo di dire”. Come in ogni famiglia, anche qui condividiamo gioie e dolori, e condividiamo… anche i conti!

Per questo oggi ricordiamo questo gesto importante, che ci permette di provvedere alle necessità dei poveri, dell’educazione, di garantire ai sacerdoti il necessario per vivere, e di mantenere le strutture utilizzate per la pastorale. Questo piccolo gesto, che a noi non costa niente, può fare davvero tanto bene!

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