Porto Ceresio | 9 Maggio 2024

“Ceresio in Giallo” assegna il Premio alla Carriera al giornalista e scrittore Piero Colaprico

Memoria storica della cronaca nera milanese, maestro del giornalismo giudiziario e del giallo italiano e attuale direttore del Teatro Gerolamo di Milano, sarà premiato a Varese il prossimo 26 maggio

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È stato assegnato a Piero Colaprico, giornalista, scrittore, saggista, profondo conoscitore della cronaca nera milanese e attuale direttore artistico dello storico Teatro Gerolamo di Milano, il premio alla Carriera di “Ceresio in Giallo”, concorso letterario internazionale riservato a romanzi e racconti gialli, noir, thriller e polizieschi ideato da Carla De Albertis e Jenny Santi.

Il premio verrà consegnato domenica 26 maggio nella tensostruttura posta nel cuore degli splendidi giardini di Palazzo Estense, a Varese, in occasione della premiazione di tutti i vincitori del concorso.

Piero Colaprico nasce a Putignano e si laurea in Giurisprudenza alla Università Statale di Milano. Già nel 1985 entra al quotidiano La Repubblica diventando protagonista del giornalismo di cronaca nera e giudiziaria. Nel 1989 diventa inviato speciale e nel 2017 capo della redazione. Si è occupato soprattutto degli intrecci tra criminalità e politica. È lui l’inventore del termine “Tangentopoli”.

Ha al suo attivo una lunga serie di romanzi gialli e di saggi. Ha ambientato a Milano una serie con protagonista il maresciallo dei Carabinieri Piero Binda e un’altra con la coppia formata dall’ispettore della Omicidi Francesco Bagni e dal consulente per la sicurezza Corrado Genito. Attualmente è il direttore artistico del Teatro Gerolamo di Milano ed è ospite e opinionista della trasmissione “Ore 14” condotta da Milo Infante, che tratta degli argomenti attuali di cronaca nera.

Una carriera, quella di Piero Colaprico, che dal giornalismo giudiziario sfocia nella scrittura gialla ma, spiega, con un cambio di visione: «C’è una gigantesca diversità tra la scrittura giornalistica e la narrativa, nel senso che essenziale nel primo caso è la chiarezza, nel secondo il fascino. Il giornalismo è amicizia, è immaginare di avere qualcuno al quale raccontare un fatto, cercando di farglielo capire per come è. La narrativa è amore, o viceversa, odio, in ogni caso è come prendere per mano una persona e portarla in un “altrove”. Inoltre, il bello del giornalismo è dare una notizia, il bello della letteratura, quando funziona, è far correre la mente altrui».

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