Maccagno con Pino e Veddasca | 5 Maggio 2024

LA VARESE NASCOSTA. Il lago Delio e la leggenda del paese sommerso

Due antiche storie spiegano l'origine del nome del lago e narrano di un borgo ricoperto dalle acque. Secondo gli abitanti di una volta in alcuni casi si sentono anche i rintocchi di una campana

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(a cura de La Varese Nascosta) Torna l’appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l’associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.

Oggi raccontiamo la leggenda del Lago Delio e del paese sommerso.

Di questa leggenda esistono due versioni, leggermente diverse. La prima narra che tanto tempo addietro, all’epoca delle evangelizzazioni cristiane, San Silvestro, fosse arrivato ai piedi del monte Borgna e qui abbia chiesto ospitalità in un piccolo borgo.

Gli abitanti di questo villaggio veneravano Helios, il dio Sole e ben presto accusarono il santo di portare sventura e lo cacciarono via inseguendolo.

San Silvestro riuscì a salvarsi, ma l’ira divina si scatenò sull’intero villaggio. Parte del monte franò facendo scaturire una grande cascata d’acqua, fango e detriti che sommerse per sempre il borgo. Nei giorni di tempesta pare si senta ancora suonare la campana sommersa.

Nella seconda leggenda si dice che un tempo esisteva un paese molto ricco e bello, che si chiamava Elio e che era stato costruito sulle rive di un laghetto di montagna. Tanto era bello il paesaggio così erano diventati di animo arido i suoi abitanti, noti in tutto il territorio circostante per il loro egoismo e la loro arroganza.

Un giorno giunse in paese un pover’uomo che si mise a bussare all’uscio di diverse abitazioni elemosinando un po’ di cibo. Ma ad ogni tentativo fu insultato ed allontanato in malo modo.

Non gli restava che un’ultima casa, situata in disparte rispetto alle altre. Al suo bussare venne ad aprire una giovane donna che invitò il viandante ad entrare e riscaldarsi accanto al fuoco del camino, su cui la figlia stava cucinando una zuppa di castagne. Pronta che fu la zuppa, ne offrirono una scodella al pover’uomo.

In segno di gratitudine per essere state le uniche due persone ad averlo aiutato, il mendicante, che in realtà era un veggente, predisse alle due donne che quella stessa notte sul villaggio si sarebbe abbattuta una tremenda catastrofe. Le invitò quindi a raccogliere i loro averi e a fuggire subito via con lui.

Le due donne, gli credettero e mentre si allontanavano in gran fretta dal villaggio, udirono risuonare le campane della chiesa e subito dopo un tremendo boato. Si voltarono e videro l’intero paese sprofondare nelle scure e torbide acque del lago.

Questa leggenda termina, a volte, così: arrivate a Campagnano le due donne rividero il viandante, che si rivelò essere San Rocco, il quale chiese loro di erigere una cappella a suo nome. C’è chi dice che ancora oggi, nelle silenziose notti, si possa udire il rintocco delle campane. (fonte Ilvaresotto.it.)

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