Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta e firmata da una ventina di abitanti di Cadero, frazione di Maccagno con Pino e Veddasca, in cui vengono esposte le criticità generate dalla presenza di diverse colonie feline nel borgo della Veddasca.
Colonie per le quali, data la crescita incontrollata del numero di gatti randagi, il Comune, insieme all’associazione Dimensione Animale e all’ambulatorio veterinario di Maccagno, ha avviato nel 2022 un progetto per censire e sterilizzare i felini con lo scopo di, via via, circoscriverne la popolazione.
In merito ai temi sollevati dai residenti di Cadero, però, l’amministrazione comunale di Maccagno con Pino e Veddasca da anni è impegnata a contrastare questo fenomeno, che coinvolge ben quindici colonie di felini sparse in un territorio vasto, il secondo Comune della provincia di Varese per superficie.
Per questa ragione a breve si terrà un incontro con gli abitanti della frazione, proprio per affrontare queste problematiche in prima persona. Ecco la lettera inviata alla nostra redazione.
Buongiorno,
siamo un gruppo di abitanti e villeggianti della frazione di Cadero, Comune di Maccagno, e vi scriviamo per portarvi a conoscenza di una situazione che è stata a nostro avviso per troppo tempo sottovalutata.Il nostro paese ospita ormai da tempo più di una numerosa colonia di gatti randagi, che trovano qui un habitat ideale; vuoi per la presenza di molte case semidiroccate e abbandonate che offrono loro un comodo riparo, vuoi perché vengono nutriti da persone che, animate certamente da nobili intenzioni, ne hanno determinato un grande incremento demografico.
Questo ha portato al sorgere di situazioni che francamente siamo stanchi di sopportare. Escrementi e odore di urina di gatto sono ormai parte integrante del nostro paese. Al di là degli effluvi che non sono né gradevoli, né costituiscono un bel biglietto da visita per chi passa di qui; tralasciando il fatto che periodicamente bisogna provvedere alla pulizia delle proprietà (private) raccogliendo detti escrementi, ci chiediamo se non sia ravvisabile un problema di natura igienico/sanitario.
La libertà con cui i gatti si muovono indisturbati nel paese fa si che ormai buona parte delle porte di case dove stazionano siamo rovinate dalla loro urina. Non è possibile tenere porte o finestre aperte al pianterreno perché essi entrano nelle case (c’è chi ha trovato escrementi sul letto o in cucina, ad esempio). Se prima si potevano coltivare piccoli appezzamenti, orti o giardini, o anche solo tenere vasi con fiori fuori casa, ora è pressoché impossibile seminare, piantumare o semplicemente tenere curato il proprio verde, perché i gatti come noto amano i terreni soffici per fare i loro bisogni. È inutile dirvi che i mezzi di dissuasione come le recinzioni, che possono servire per animali selvatici, non sono efficaci.
La soluzione che auspichiamo, e che gradiremmo fosse presa in considerazione, non è la sterilizzazione delle colonie presenti (70/80 gatti sterilizzati fanno comunque i loro bisogni), ma il loro spostamento in altro luogo. Considerate che da noi ormai la proporzione gatto/persona è di 3 a 1 e non vorremmo che per salvaguardare le esigenze dei felini si trascurassero le legittime richieste degli abitanti. Non chiediamo nulla più che un paese decoroso, e la possibilità di fruire delle nostre proprietà in piena libertà. Detto francamente, gatti ce ne sono sempre stati in paese, ma mai in un numero così elevato.
Per chiarire un ultimo aspetto, diciamo fin d’ora che nutriamo più di un dubbio circa l’efficacia della sterilizzazione che, seppur iniziata quasi un anno fa finora è servita a ben poco, e comunque non risolve nessuna delle questioni che abbiamo sollevato qui sopra.
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