Lamentele dai cittadini dell’alto Varesotto per le ecoisole di Comunità Montana sempre stracolme di rifiuti.
Il problema dipende dai cittadini stessi, in particolare da quelli che sono proprietari di strutture ricettive, afferma l’assessore all’Ecologia dell’ente, Gianpietro Ballardin.
Cosa sta succedendo in alcune delle dieci piattaforme installate in vari Comuni delle valli luinesi per agevolare il conferimento di rifiuti prodotti da turisti e villeggianti che si fermano sul territorio per pochi giorni o poche ore, e che quindi non riescono ad usufruire del ritiro porta a porta? «Succede che vengono usate da tutti, anche da chi non dovrebbe perché ha già il ritiro settimanale», dice l’assessore.
Un’abitudine scorretta che – fa sapere Ballardin – riguarda soprattutto chi affitta case e appartamenti, e dice ai locatari di usare l’ecoisola, quando invece il proprietario di casa dovrebbe munirsi di sacchi e secchi, uguali a quelli che lui stesso utilizza, e consegnarli all’ospite.
Le lamentele stanno arrivando in particolare da Arcumeggia e Dumenza, aggiunge Ballardin, che negli scorsi giorni ha scritto una lettera agli amministratori comunali per chiedere supporto tramite uffici competenti e polizia locale, allo scopo di fare sensibilizzazione e risolvere la criticità, prima che arrivi la stagione estiva: «Altrimenti, visto quello che succede adesso, sarà un disastro».
Chi affitta può recuperare i kit da dare agli ospiti recandosi alla sede della Comunità montana, in via Asmara a Voldomino, oppure in uno degli sportelli dell’ente: quello di Laveno (via Roma, 16) o quello di Maccagno (nel seminterrato del municipio). I kit sono gratuiti e devono essere impiegati, come per i residenti, per esporre i rifiuti seguendo il calendario dei ritiri settimanali a cura degli operatori ecologici.
«Le ecoisole sono dotate di sensori che mandano un avviso quando il livello di riempimento è all’80%, e a quel punto vengono svuotate – spiega Ballardin – Non possiamo permetterci di fare questa operazione ogni giorno. Questa cosa avrebbe costi organizzativi ed economici non sostenibili, se non aumentando la tassa collettiva».
Il tutto senza dimenticare che c’è anche chi, trovando l’ecoisola piena, abbandona i sacchi all’esterno, dove in breve tempo si formano i mucchi. «La Comunità montana ha investito notevoli risorse economiche per attivare le ecoisole – sottolinea in conclusione Ballardin – Queste piattaforme, riservate ai turisti di passaggio, rischiano di diventare delle discariche a cielo aperto per colpa di egoismo, menefreghismo e cattivo utilizzo».
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