Varese | 9 Aprile 2024

Rapina al supermercato di Cadegliano Viconago: due condanne

Sei anni di reclusione per uno dei presunti autori del colpo da 5mila euro, risalente al giugno 2020, e per un dipendente dell’esercizio che lo avrebbe aiutato. Assolto un terzo imputato

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Il Tribunale di Varese ha accolto due delle tre richieste di condanna che erano state formulate dal pubblico ministero per la rapina al supermercato Dpiù di Cadegliano Viconago risalente al 6 giugno 2020. Sei anni di reclusione e duemila euro di multa per il 28enne e l’uomo di un anno più giovane che per la Procura sono uno degli autori materiali del colpo e il presunto basista della rapina,  che consentì ai malviventi di mettere le mani sull’incasso giornaliero del supermercato: circa 5mila euro. 

Questo dopo che i rapinatori avevano fermato nel parcheggio del supermercato tre dipendenti, tra cui il presunto complice, che avrebbe sfruttato la sua posizione lavorativa per fornire informazioni utili al piano, fingendo poi di farsi rapinare. I tre dipendenti a fine turno si stavano allontanando verso il parcheggio con l’incasso, e vedendosi puntare una pistola contro avevano consegnato il denaro. I rapinatori alla fine erano scappati a bordo di una moto. Il mezzo in seguito fu ripreso dalle telecamere presenti sulla strada, e una moto identica a quella immortalata dal circuito di videosorveglianza venne ritrovata, smontata a pezzi, a casa di uno dei sospettati. 

Al centro dell’indagine anche le analisi effettuate sui cellulari sequestrati, e le frasi emerse dalle conversazioni tra gli imputati e altri soggetti. «Devo fare una cosa pericolosa, non mi abbandonare», scrisse uno dei tre imputati alla fidanzata dell’epoca. «Se rifacciamo una cosa del genere bisogna prima pensare a come pararsi il culo», fece notare uno dei presunti complici. 

Per l’imputato assolto, la difesa rappresentata dall’avvocato Fabio Fiore aveva evidenziato l’assenza di elementi certi per considerare l’uomo, oggi 32enne, responsabile della rapina. I primi spunti d’indagine in questa direzione erano arrivati dal confronto tra le fotografie trovate nello smartphone di uno degli imputati, e altre foto pubblicate su Facebook, e le immagini estrapolate dalle telecamere, con particolare riferimento ai vestiti indossati da uno dei rapinatori, ritenuti compatibili con quelli appartenenti al 32enne. Che però, come detto, è stato assolto.

Altri dubbi erano stati sollevati, durante la discussione, dai legali Alberto Caleffi e Vera Dall’Osto, difensori del 28enne e del 27enne, ad esempio in merito all’assenza di tracce biologiche e impronte digitali, e all’assenza quindi di un vero riconoscimento degli imputati, oltre al fatto che l’uomo indicato come basista dall’accusa sarebbe stato, per la difesa, vittima a tutti gli effetti della rapina. 

I tre erano inoltre finiti nei guai per un secondo colpo, messo a segno sempre al Dpiù di Cadegliano e sempre nel 2020, ma nel mese di febbraio. I rapinatori erano entrati armi in pugno nel supermercato e anche in quel caso si erano fatti consegnare l’incasso: 8mila euro. Tutti e tre gli imputati sono stati assolti, come chiesto dalla pubblica accusa, per la mancanza di prove concrete a loro carico. 

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