Il cane da protezione del gregge è una soluzione per prevenire gli attacchi del lupo, come sottolineato lo scorso mercoledì in un incontro tra gli allevatori dell’alto Varesotto ed Ersaf, l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste. Ma proprio durante l’incontro, ospitato dalla Comunità Montana Valli del Verbano nella sala civica di Rancio Valcuvia, le esperienze personali dei presenti hanno fatto emergere delle criticità legate al tema.
Criticità che riguardano in particolare il modo con cui il compito del cane da protezione, detto anche da guardiania, può entrare in conflitto con la presenza di persone che frequentano prati e sentieri di montagna per ragioni diverse da quelle degli allevatori. Nello specifico gli escursionisti.
Il cane che protegge gli animali al pascolo può diventare un ostacolo, o essere persino un pericolo, per chi percorre i sentieri? Sì, secondo la testimonianza di una delle persone che hanno partecipato come pubblico all’incontro, e che intervenendo ha raccontato della sua fuga da un cane da guardiania incontrato lungo il tragitto; una fuga terminata solo quando l’uomo è riuscito ad uscire dalla visuale del cane. No, se il cane viene gestito e addestrato in maniera corretta dall’allevatore.
Procedura, quest’ultima, che ha la sua complessità e che comincia nel primo anno e mezzo di vita del cane, che in questa fase deve imparare quando e come utilizzare i propri metodi di difesa, distinguendo la minaccia del lupo dalle situazioni che non sono pericolose. Il cane, hanno detto gli esperti, impara a distinguere le due cose trascorrendo del tempo a contatto con l’uomo. In altre parole, socializzando e vedendo passare sotto i suoi occhi le persone da cui non ha nulla da temere: bambini, turisti a piedi e in bicicletta.
Il cane non deve mordere, si è detto in sala. Sembra una banalità ma non lo è, visto che per scongiurare situazioni spiacevoli, molto dipende dall’atteggiamento degli amanti delle camminate lungo gli itinerari delle nostre valli. E per agevolare i comportamenti virtuosi e contrastare quelli a rischio, Regione Lombardia ed Ersaf hanno investito sulla produzione di materiale informativo, a cominciare dalla cartellonistica messa a disposizione di chi lavora in alpeggio.
“Attenzione! Cani da protezione del bestiame”, recita la scritta in rosso riportata come intestazione del cartello (vedi immagine allegata in galleria fotografica). Seguono alcuni consigli di facile comprensione: tieniti il più possibile lontano dal bestiame; tieni il tuo cane al guinzaglio; fermati e mantieni la calma: non gridare, non assumere atteggiamenti minacciosi, non voltare le spalle al cane; se c’è il pastore nelle vicinanze, richiama la sua attenzione; se sei in bici, scendi e procedi a piedi, aggirando il bestiame; quando il cane si è allontanato, prosegui lentamente, aggirando il bestiame.
«Se mantieni un comportamento corretto, i cani capiscono che non sei un pericolo e si tranquillizzano», è il messaggio di Ersaf, che ha ricordato come la campagna condotta attraverso i cartelli abbia esclusivamente lo scopo di fare prevenzione. Per questa ragione il fatto di posizionare un cartello in prossimità del gregge non tutela il padrone del cane da guardiania da eventuali responsabilità nel caso in cui l’aggressione di un cane dovesse portare a dei risvolti legali.
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