Assolti per non aver commesso il fatto. Nessun colpevole per l’infortunio in un cantiere di Gaggiolo, frazione di Cantello, risalente al dicembre 2016, quando un operaio albanese di 44 anni era stato travolto da una frana mentre si trovava in una buca, impegnato nei lavori per un nuovo collegamento ferroviario con la Svizzera. Il Tribunale di Varese, sei anni dopo i fatti, ha pronunciato il suo verdetto.
I rappresentanti legali di due aziende e il coordinatore della sicurezza sul luogo dell’incidente – accusati di lesioni colpose e di violazione delle prescrizioni del testo unico sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori – non hanno responsabilità per quanto capitato all’operaio, che a seguito della frana aveva riportato una frattura dell’anca, traumi all’addome e al bacino. Dopo un lungo periodo di riabilitazione era stato licenziato, non essendo più in grado di svolgere le sue mansioni a causa dei problemi di mobilità dovuti alle conseguenze dell’infortunio.
I lavori non erano particolarmente complessi, hanno sottolineato gli avvocati della difesa nella discussione davanti al giudice; riguardavano il posizionamento di collettori fognari, in larga parte già posizionati prima dell’incidente, adottando delle precauzioni che dopo i fatti oggetto del processo non sono cambiate. E poi ancora: il progetto per la realizzazione dei collettori per lo smaltimento delle acque piovane è stato rispettato e tutti i rischi sono stati adeguatamente valutati. In conclusione, per gli avvocati, l’incidente è stato un evento imprevedibile.
Non la pensa così l’uomo vittima dell’infortunio, che si è costituito parte civile nel processo per ottenere un risarcimento, che gli è stato negato e che il suo legale aveva quantificato in 100 mila euro. Per l’operaio, la buca in cui si trovava al momento dei fatti era stata scavata senza rispettare le coordinate progettuali, soprattutto per quanto concerne l’inclinazione della parete, da lui considerata non regolare.
La vicenda non è chiusa, ha fatto sapere dopo la sentenza l’avvocato dell’uomo, in riferimento alla causa civile con cui l’operaio cercherà nuovamente di far valere le proprie ragioni. Il pubblico ministero aveva chiesto tre mesi di reclusione per gli imputati.
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