Alto Varesotto | 3 Marzo 2024

Alto Varesotto, storie di rally: la prima gara sulle strade di casa nostra

Nel giorno in cui entra nel vivo l'edizione 2024 del Laghi, un tuffo nel passato con il racconto a cura di Massimo Morosi. Anno 1979, arriva il Rally Aci Varese

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Siete pronti a tuffarvi nel fascino ineguagliabile delle corse su strada? Se volete, leggetevi cosa accadde quasi quarantacinque anni fa, nel 1979, anno in cui si disputò la prima edizione del leggendario Rally ACI Varese.

Allora non si era mai visto un rally corso interamente sulle strade del Varesotto e del Verbano. In realtà il fascino delle gare con macchine in apparenza normali (spesso usate per andare al lavoro), su mulattiere impossibili, strade strette, tortuose, sterrate o innevate, era stato scoperto dalle nostre parti con il Rally di Lugano ed il Rally dei 333 minuti ( 1974 – ’75 – ’76 ). Quest’ultima competizione prevedeva la partenza dal Cusio Ossola con teatro di gara il San Michele, Marzio, Sette Termini, Roggiano e Cuvignone.

Il primo Rally ACI toccò anche Luino che rispose con grande entusiasmo. La cittadina lacuale era rappresentata dal concessionario Autolaghi pronto a schierare per l’esordio nei rally, una Fiat 127 gruppo 1 (turismo di serie) con una sessantina di cavalli sotto il cofano, affidata al promettente equipaggio formato da Roberto Evangelisti e Antonino Battaglieri.

La mattina di domenica 11 novembre 1979 il cielo sopra Varese appariva quasi privo di nubi, l’aria frizzante ed alle 8.01, dal piazzale antistante l’ippodromo delle Bettole il primo bolide era pronto a partire per il borgo di Ardena dove si svolgeva la prima prova speciale con arrivo a Marzio. Si proseguiva con la seconda speciale a Sette Termini, seguita dalla Brissago – San Michele con il Sant’Antonio dove iniziava il quarto tratto cronometrato con il temuto Cuvignone e Vararo. Da qui si arrivava a Luino, dove nel gremito piazzale sul lungolago di viale Dante il primo equipaggio avrebbe raggiunto il parco assistenza alle 11,05. Si proseguiva con il secondo giro ripetendo le quattro prove speciali precedenti con arrivo alle Bettole verso le 14,00, dove era allestito il parco chiuso.

Al via si presentarono oltre 160 macchine e lungo il percorso erano previsti dodici controlli orari. Di primo mattino tifosi e appassionati, appostati sui punti più spettacolari, raggiunti spesso a piedi, attendevano con trepidazione il ruggito dei motori tirati allo spasimo prima di buttarsi di traverso nella curva. Gli equipaggi concentrati, chiusi negli angusti abitacoli, ripassavano le insidie del tracciato. Qualcuno ingannava l’attesa fumando, altri con apparente tranquillità si gustavano un’ottima crostata di mele.

Poi improvvisamente un rombo, la tecnologica Fiat 131 Abarth ex ufficiale bianco e blu dei favoriti Cane – Orlando scende dalla passerella, seguita dalla potente Porsche Carrera di Cuciretti – Zonca poi Biasuzzi – Molinari, Pietropoli – Conti ed i luinesi Sergio Crugnola – Maneo tutti a bordo delle incredibili Lancia Stratos.

E gli altri piloti di Luino e dintorni? Ecco Fidanza al volante della splendida Fiat 124 Abarth, è il turno di Maneo – Manzoni e Galante sulle spettacolari Opel Kadett GTE e Astini – Gobetti su Opel Ascona. Seguono le indomabili Lancia Fulvia HF, le funamboliche Ford Escort 1600, le grintose Simca Rally, le pepatissime A 112 Abarth, Alfasud, Fiat 128 ed infine con il numero 162 sulle portiere ecco la Fiat 127 del team Autolaghi.

Evangelisti innesta deciso la prima, seconda, terza e quarta marcia, il cambio rapportato corto risponde con precisione, il piccolo motore quattro cilindri anteriore gira che è un piacere, tutto funziona perfettamente. La strada scorre ed inizia la salita verso Ardena, la prima speciale si materializza curva dopo curva, la concentrazione è massima, l’adrenalina sale come i giri del motore ed ecco la sorpresa!

Si avvicina un commissario di gara e spiega all’attonito equipaggio che la strada è già stata riaperta al traffico. Motivo? Sono state dimenticate le ultime macchine iscritte dato il consistente numero di partecipanti? Oppure non si è tenuto conto della media oraria durante il trasferimento? La richiesta di spiegazioni inoltrata dal team alla direzione corsa non si fece attendere, ma la risposta lasciò parecchi dubbi, e ai portacolori luinesi non restò che prepararsi per i successivi impegni.

La gara si chiuse con la vittoria dell’imbattibile Lancia Stratos condotta magistralmente da Biasuzzi con Molinari alle note, ma questa è un’altra storia. Nel vocabolario dei rally la parola “facile” non esiste e questa avventura sulle nostre strade di quasi quarantacinque anni fa lo dimostra.

PS: dedicato a tutti gli equipaggi che hanno corso sulle nostre strade ormai entrate nella leggenda di questo bellissimo sport.

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