«Qualcosa di più che un angolo curato», anzi, una testimonianza di ciò che, in passato, rappresentava una fonte di sostentamento per chi lavorava il terreno sui terrazzamenti della Veddasca affacciati verso il lago, caratterizzati da un microclima adatto alla coltivazione.
La piccola vigna da un lato del Giona fa del tratto di lungofiume di Maccagno dedicato a Giuseppe Campana un luogo in cui, chiunque vi passeggi, può incontrare da vicino queste piante che raccontano «da dove veniamo», come chiosa l’amministrazione in un breve post sulla pagina Facebook del gruppo “Impegno Civico MPV” a margine della recente potatura delle viti.
Posizionata sul lungofiume a cavallo degli anni Duemila, all’interno di alcune opere compensative per la costruzione di una centralina privata al Giona, la piccola vigna ha un fine pressoché ornamentale e di memoria.
«Lì dentro c’è un pezzo importante del nostro passato – chiosano dal Comune – quando queste zone erano terrazzate per sfruttare al massimo i terreni impervi e ospitavano un gran numero di queste piante. Il vino che si produceva era un elemento fondamentale per accompagnare i pranzi e le cene, senza disdegnare di essere un ottimo viatico per trascorrere qualche ora con gli amici. La vigna e l’ulivo erano le piante per eccellenza che sfruttavano la fecondità della terra e il calore del sole. Gli anziani lo ricordano bene», chiosa il sindaco Fabio Passera.
Ma non ci sono solo le viti: dall’altra parte del fiume, in collaborazione con La Campagna di Germignaga, in occasione di alcune feste degli alberi sono stati piantati anche degli ulivi. «A pochi metri di distanza, quindi, sono rappresentati questi due elementi, la vigna e l’ulivo, che simboleggiano il nostro passato – aggiunge il primo cittadino – Un ricordo che fa bene anche all’anima».
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