Alleghiamo di seguito, in forma integrale, la lettera inviata alla redazione dal sindaco di Brezzo di Bedero, Daniele Boldrini, per approfondire alcuni aspetti dell’approvazione del bilancio di previsione 2024-2026, in particolare quelli riguardanti la riduzione delle imposte di competenza comunale. Un tema su cui si era già espresso, in termini critici, il gruppo consiliare di opposizione (qui i dettagli).
Lo scorso 30 dicembre il Consiglio comunale di Brezzo di Bedero ha approvato il bilancio di previsione 2024-2026, con interessanti aggiornamenti che prevedono la riduzione delle aliquote delle imposte di competenza comunale.
Un fatto così poco frequente e straordinario è l’esito di un intenso lavoro di sinergie tra amministrazione ed uffici comunali, avviato nelle fasi di programmazione seguendo criteri ispirati alle più attuali metodologie di finanza locale, che dal vecchio sistema del costo storico si orientano verso la determinazione dei fabbisogni standard, con lo scopo di assicurare a tutti i Cittadini le prestazioni ed i servizi essenziali.
La manovra di bilancio non rende immediatamente evidente quello che si può considerare l’aiuto più rilevante a favore dei fruitori dei servizi scolastici, ovvero non avere aumentato (come si era invece ipotizzato con il Documento di Programmazione approvato il 25 novembre) le tariffe dei buoni pasto della Scuola dell’Infanzia e del trasporto scolastico, un costo a carico del Comune aumentato enormemente negli ultimi 2/3 anni.
La riduzione delle aliquote, di 0,6 per mille dell’IMU e di 0,05 per cento dell’addizionale IRPEF, rappresentano un segnale, una scelta simbolica e sperimentale, nella consapevolezza che le dinamiche di politica economica sovracomunali, che hanno fortemente limitato le iniziative degli Enti locali negli anni passati, potrebbero condizionare le scelte del Comune già nel corso del 2024. In particolare, si è individuato un criterio basato sull’equità e sulla correttezza, le principali qualità di chi amministra in maniera responsabile, intelligente e moralmente ineccepibile.
Riguardo l’addizionale IRPEF, è perfettamente coerente con il principio costituzionale della progressività delle imposte (più tassati i redditi più elevati, proporzionalmente al valore imponibile), quindi la riduzione del 10% deliberata dal Consiglio comunale incide in maniera altrettanto equa e proporzionale su tutti i contribuenti, in modo molto semplice ed automatico.
In merito all’IMU è necessaria una valutazione più approfondita, considerando le varie categorie di immobili e di contribuenti assoggettati all’imposta. Rispetto all’aliquota base stabilita dallo Stato, pari a 8,6 per mille, il Comune di Brezzo di Bedero applica da molti anni l’aliquota massima prevista, superiore di quasi il 25%.
I risultati contabili degli ultimi anni evidenziano una situazione economico-finanziaria del Comune che non giustifica il mantenere l’aliquota massima per così tanto tempo. L’amministrazione ha quindi il dovere, in coerenza con i citati principi di equità e correttezza, di tendere all’applicazione di un “regime ordinario” IMU con applicazione dell’aliquota base.
Agli atti del Consiglio comunale (consultabili on-line sull’Albo Pretorio Storico), tra gli allegati della delibera n. 43 del 30.12.2023 “Aliquote e detrazioni IMU anno 2024”, è presente una dichiarazione di voto con informazioni che richiedono una precisazione. Fornire informazioni corrette ai cittadini è un dovere a cui non può sottrarsi un’Amministrazione pubblica, ed è altrettanto doveroso correggere le informazioni divulgate in maniera errata.
Si parla di una perdita di gettito IMU di circa 200.000 euro …. Per avere una minore entrata di quel valore rispetto alla riduzione di 0,6 per mille, il Comune dovrebbe avere un introito IMU annuale di oltre 3 milioni e mezzo…. Lo si calcola facilmente, senza scomodare un esperto di finanza pubblica, con una semplice proporzione (il famoso assioma “il prodotto dei medi è uguale al prodotto degli estremi”).
Prendendo invece i valori reali, gli importi accertati negli ultimi 3 esercizi (circa 1.020.000 euro), attraverso la stessa semplice proporzione, si ottiene un importo di poco superiore a 55.000 euro di minore entrata (calcolato per eccesso, considerando che la riduzione non si applica su tutte le tipologie di immobili), che non pregiudica minimamente le attività comunali, non penalizza i servizi erogati, ma riporta i valori dell’imposta a livelli di maggiore equità (considerando che il principio dell’equità fiscale viene spesso associato al concetto di giustizia sociale).
Infine, in Consiglio si era anche parlato di servizi aggiuntivi alle attività scolastiche, come il pre e post scuola. Da molto tempo non viene segnalata l’esigenza da genitori o insegnanti, ma se arrivasse in Comune una richiesta in tal senso, verrebbe avviata immediatamente la procedura per l’organizzazione del servizio, con un doveroso preliminare monitoraggio delle reali esigenze delle famiglie di attivare il prescuola o il doposcuola. Così come è stata recentemente richiesta l’istituzione della Commissione Mensa della Scuola dell’Infanzia, a cui è stato fornito immediato riscontro e nella prossima seduta del Consiglio comunale verrà approvato lo specifico regolamento, necessario per poter istituire la commissione.
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