Rancio Valcuvia | 29 Gennaio 2024

Rancio Valcuvia celebra i suoi patroni Fabiano e Sebastiano

Sabato e domenica la comunità della Valcuvia ha festeggiato la memoria dei due santi martiri a cui la tradizione attribuisce il merito di aver preservato il paese dalla peste

Tempo medio di lettura: 4 minuti

(di Rita Bernasconi) La chiesa parrocchiale di Rancio Valcuvia è dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano: le loro statue sono poste anche sulla facciata, sopra la scritta “DIVIS FABIANO ET SEBASTIANO”.

La devozione dei parrocchiani di Rancio ai loro patroni è molto antica: la chiesa dedicata a questi Santi, infatti, esisteva già nel 1592, come si può leggere nella relazione della visita pastorale di Monsignor Feliciano Ninguarda.

La tradizione popolare attribuisce ai Santi protettori il merito di aver preservato il paese dall’epidemia di peste, che si era propagata anche in Valcuvia in seguito alla discesa dei Lanzichenecchi. “Fin quand chi cumandum nunc, de pesta murira’ nisun!”: sono le parole che, secondo la leggenda, furono pronunciate dai Santi Patroni il 20 gennaio, giorno della loro memoria liturgica. Da allora in poi il 20 gennaio di ogni anno è stato per molto tempo un giorno di “festa” in cui i rancesi tralasciavano i propri lavori per partecipare alle sacre funzioni in onore dei Santi Patroni.

La società è cambiata, i ritmi di vita sono mutati, ma è rimasta la devozione ai Santi Fabiano e Sebastiano, che si festeggiano nell’ultima domenica del mese di gennaio.

San Fabiano venne eletto papa nel 236; mentre partecipava all’assemblea che doveva eleggere il vescovo di Roma, una colomba gli si posò sulla testa e questo fu ritenuto un intervento divino. Durante il suo pontificato si occupò dell’amministrazione ecclesiastica della città di Roma. Ci sono pochi dati certi sulla sua attività pontificia, ma certamente questa infastidì per la sua determinatezza l’imperatore Decio che, nella persecuzione contro i cristiani nel 250, lo fece martirizzare il 20 gennaio.

Il culto di San Sebastiano è molto diffuso. Di origini milanesi, si era recato a Roma per entrare a fare parte dei pretoriani nel 270. Fu nominato tribuno della prima coorte dagli stessi imperatori Massimiano e Diocleziano e la sua alta funzione gli permise di aiutare i cristiani catturati e di diffondere il cristianesimo fra le classi sociali più elevate. Quando il tribuno Sebastiano venne scoperto, fu condannato a morte: dopo averlo trafitto con numerose frecce, i soldati, credutolo morto, ne abbandonarono il cadavere, che venne recuperato dalla nobile Irene. Sebastiano era ancora miracolosamente vivo, anche se gravemente ferito; curato e rimessosi in forze, volle proclamare la propria fede davanti agli imperatori Massimiano e Diocleziano, che lo condannarono ad essere flagellato a morte.

Nel pomeriggio di sabato 27, vigilia della festa, fervono i preparativi per decorare la chiesa, la piazza e le vie del paese. I volontari lavorano perché tutto sia perfetto: i nastri colorati, i fiori di carta, le “sendaline”, tutto è a posto. Sono arrivate anche le torte del nostro prezioso pasticcere, don Siro, che ogni volta prepara e decora i suoi dolci con cura e fantasia: domani andranno a ruba!

È stata una giornata splendida, che il Signore, che accompagna sempre i nostri passi, ci ha voluto regalare e che abbiamo concluso con una preghiera. Alle 20.30, infatti, nella chiesetta di San Pietro, ci siamo ritrovati per il “Cenacolo Mariano”, un appuntamento mensile per pregare per la pace. Questa volta, un pensiero in più per la pace, anche perché il 27 gennaio è la Giornata della Memoria e purtroppo stiamo vivendo momenti difficili.

Domenica mattina, il “dì di festa” si è preannunciato con uno stupendo cielo azzurro: ringraziamo di questo dono! Alle 11 la S. Messa solenne con la presenza della Confraternita del SS. Sacramento e allietata dai canti della corale, diretta da Michela Tabacchi e accompagnata all’organo da Luigi Toma. Per l’occasione hanno preparato un inno, dedicato proprio ai Santi Patroni.

Il parroco, don Enrico, nell’omelia, commentando le letture, ha definito “domenica del profeta” quella che stiamo vivendo, ricordando che un profeta è una persona scelta da Dio per parlare in suo nome, si potrebbe definire il “microfono” di Dio. Il vero profeta è stato Gesù che insegnava nella sinagoga e tutti erano stupiti del suo insegnamento. Noi, cristiani di oggi, dovremmo essere capaci di stupirci sempre di fronte alla Parola di Dio. I nostri Santi Patroni erano “innamorati” di Gesù, vivevano nella dimensione dello stupore. Chiediamo a loro, che oggi passeranno per le strade del nostro paese, di riaccendere la nostra fedele, così debole e così fioca.

Nel pomeriggio alle 15, dopo la recita di una decina di Rosario in chiesa, è iniziata la processione, accompagnata dalla musica della Banda di Arcisate e dalla recita del Rosario, guidata da don Valerio e don Siro. Il parroco ha benedetto con le reliquie dei Santi le varie zone del paese e poi siamo rientrati in chiesa per il canto dei vespri e la benedizione eucaristica.

La presenza dei confratelli è stata numerosa: a quelli di Rancio si sono affiancati anche quelli di Bedero e Cavona e questo è un segno di comunità e di condivisione.

La festa è stata anche l’occasione per ritrovare vecchi amici, per stare insieme ed è stato bello vedere persone di altre Parrocchie che hanno partecipato e hanno aiutato a rendere più gioiosa la giornata. Un grazie di cuore ai due banditori dell’incanto dei canestri, in prestito dalle parrocchie di Masciago e Bedero .

Il clima dolce di questa ultima domenica di gennaio ci ha permesso di passare un po’ di tempo sulla piazza, gustando le salamelle preparate dagli alpini, cimentandoci nell’indovinare l’altezza del salame e scambiandoci quattro chiacchiere.

Mentre scendeva la sera, abbiamo ripensato alla giornata trascorsa, ringraziando Dio per tutti i doni che abbiamo ricevuto e sperando di ritrovare lo “stupore” che riempiva la vita dei nostri Patroni.

Questa sera alle 20.30 ci ritroveremo in chiesa per una Messa in suffragio dei parrocchiani defunti.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com