Aurelio Moro, Guglielmo Satriani, Bruno Balzarini, Orlando Vischi e Vittorio Lupano: sono questi i nomi che, da quasi due anni, si possono incontrare tra le vie di Luino, su altrettante “pietre di inciampo” che segnano i luoghi in cui questi cinque deportati hanno vissuto prima di essere catturati dalle truppe nazifasciste e di non farvi più ritorno.
A rendere presente la loro memoria, nella mattinata di oggi, lunedì 29 gennaio, sono stati gli stessi studenti che nel 2022 hanno partecipato alla posa di queste pietre, i ragazzi e le ragazze della 5SIA dell’I.S.I.S. “Città di Luino-Carlo Volontè” e della 5U del liceo scientifico “Vittorio Sereni”, che ne hanno tramandato la cura simbolica ai loro compagni della 3SIA-AFM e della 4U di fronte alla vicesindaca Antonella Sonnessa e al sindaco di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini, ai loro docenti e ai rappresentanti dell’ANPI luinese presieduta da Emilio Rossi.
Da via San Pietro a via XXV Aprile passando per via Veneto e viale Amendola, il piccolo corteo di studenti ha toccato una ad una le singole pietre, omaggiate ciascuna con una rosa rossa e con la lettura della loro storia personale, a cui hanno fatto da cornice alcuni brevi cenni storici raccontati da Giovanni Petrotta, la poesia “Sono una pietra d’inciampo” di Krishan Kant Bhati e i brani “Generale” di Francesco De Gregori, “La guerra di Piero” di Fabrizio De André e “Auschwitz” di Francesco Guccini, che i ragazzi hanno intonato accompagnati alla chitarra dai professori Roberto Sala e Luca Violini.
A concludere la mattinata, un breve intervento della storica Francesca Boldrini, che negli anni si è impegnata nella ricerca di documenti e testimonianze per ricostruire la storia della Resistenza nell’alto Varesotto e costruire una sorta di “Archivio della memoria del San Martino”. Nel ringraziare gli alunni e gli insegnanti per aver organizzato questa giornata di commemorazione dei cinque partigiani, Boldrini ha sottolineato come «la loro voce viva nel ricordo della comunità» e che i ragazzi stessi sono «le voci della loro memoria».
E proprio i giovani, con le loro parole, hanno siglato la mattinata con uno “scambio di promesse” tra coloro che, nel 2022, hanno «riportato simbolicamente a casa i cinque partigiani» e i loro compagni più piccoli, a cui hanno affidato la loro storia e la cura simbolica di «queste pietre che rappresentano cinque vite ingiustamente spezzate», evidenziando l’importanza che la memoria riveste anche nell’ottica della pace e di una responsabilità condivisa.
«Promettiamo di difendere questa memoria», hanno risposto di rimando le rappresentanti del “Sereni” e del “Città di Luino”, auspicando anche la presenza e il supporto delle istituzioni, dell’ANPI, dei docenti e dei loro compagni «affinché la memoria sia un valore sempre più condiviso» e perché «solo intrecciando memorie potremo essere cittadini consapevoli e gioiosi di vivere insieme».
L’appuntamento, come confermato anche dalla vicesindaca Sonnessa in chiusura, si ripeterà tra un anno, per replicare questo gesto carico di significato e affidare le “pietre di inciampo” a nuovi giovani che ne raccoglieranno il testimone (e la testimonianza) per prendersene cura e tramandarla a loro volta a chi verrà dopo di loro.
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