Alto Varesotto | 25 Gennaio 2024

Alto Varesotto ed elezioni amministrative 2024: effetto Meloni e leadership del centrodestra

Quali conseguenze potrebbe avere sul piano politico una crescita, sul territorio, di Fratelli d’Italia a discapito di Lega e Forza Italia? Una partita non semplice, da giocare con lungimiranza

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(di Claudio Bollentini) Repubblica del 17 gennaio scorso ha scritto che “un sondaggio di Noto, iper condiviso nelle chat del partito di maggioranza, assegnava a FdI il 32%, con Meloni candidata a Strasburgo. E i due alleati, Lega e FI, cannibalizzati e ridotti al 6,5%”.

I sondaggi vanno sempre interpretati con cautela, ma quando certi numeri rispecchiano una tendenza consolidata da mesi e le eventuali sorprese politiche nella composizione dello schieramento politico del centrodestra sono ormai limitate a qualche riposizionamento, è da lì che bisogna partire per qualsiasi ragionamento.

Non sono infatti le questioni per addetti ai lavori, come l’eventuale terzo mandato per i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai cinquemila abitanti o il gossip politico quotidiano, ad appassionare l’elettorato e a spostare voti in questa fase, ma quanto peserà a giugno, nel computo dei sindaci vinti dal centrodestra, l’effetto Meloni. Sia che si candidi sia che non si candidi la leader di Fratelli d’Italia alle Europee.

Al netto di questa considerazione restano le faccende locali, le quisquilie da paese che potranno avere peso solo sulla composizione delle liste civiche, ma che non incideranno più di tanto sulla analisi generale del voto e sulle relative valutazioni perché alla fine si tratterà di un voto di caratura più generale e nazionale.

Il calcolo politico preventivo è quindi da fare intorno alla portata e alle conseguenze dell’effetto Meloni fin nelle realtà più periferiche e piccole. Che sarà sicuramente importante perché il posizionamento è chiaro, l’immagine pure e i sondaggi favorevoli. Il vento in poppa dovrebbe favorire la suddetta cannibalizzazione di Lega e FI e spostare verso FdI chi ha una visibilità autonoma come Lombardia Ideale, ma un posizionamento praticamente identico.

Nel Varesotto questo scenario è particolarmente importante per le conseguenze che potrebbe avere sul piano politico. Dopo un trentennio in cui le carte le hanno date la Lega e in misura minore Forza Italia, con la destra quasi sempre marginale, ora potrebbe scattare il contrappasso che consegnerà il bandolo delle matasse locali nelle mani di Fratelli d’Italia. I Comuni chiamati al voto sono tantissimi, ma sono generalmente di piccole dimensioni, nell’Alto Varesotto poi la realtà è dominata dai piccoli centri con meno di cinquemila abitanti.

Tra l’interesse della Lega e di Forza Italia di annacquare il sicuro exploit di Fratelli d’Italia in una miriade di liste civiche e l’attivismo del presidente della Provincia di Varese Marco Magrini per affermare la sua compagine civica a trazione sinistra, i meloniani sono chiamati ad una prova di maturità se non addirittura di forza per non perdere la prima occasione veramente propizia per passare all’incasso. Una partita che Andrea Pellicini, presidente provinciale di FdI, per inciso affermatosi proprio con lo slogan “il partito dei sindaci”, dovrà gestire con acume e lungimiranza.

Posizionamento, immagine ed effetto traino di Meloni però non bastano per costruire il partito dei sindaci, ci vogliono appunto i candidati sindaco e consigliere. E che questi si dimostrino all’altezza per vincere e consolidare una leadership locale in grado di amministrare con successo i comuni. Ma dove sono? Ci vogliono persone con valori, idee, progetti, proposte, programmi, spessore culturale e politico e questi profili non si trovano dalla sera alla mattina. Una partita non facile per Pellicini e i Fratelli che dovranno districarsi con i rischi del caso tra le ambizioni legittime dei militanti di lungo corso che pregustano la grande occasione e la schiera variegata di politici, o pretendenti tali, di altra provenienza pronti a saltare sul carro del vincitore.

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