Sul pullman senza biglietto, se la prende con i controllori e rivolge loro parole pesanti, mimando poi il gesto della gola tagliata. Comportamento che è costato ad un ragazzo marocchino, classe 1999, un processo per minacce, che si è chiuso in tribunale a Varese nella giornata di oggi, martedì 23 gennaio, quasi sei anni dopo i fatti.
Il giudice Andrea Crema ha condannato il giovane, difeso dall’avvocato Maurizio Pettiti, al pagamento di una multa di 800 euro e al risarcimento – fissato a 250 euro – dei due dipendenti di Autolinee Varesine – parte civile con l’avvocato Alberto Caleffi – che il 19 maggio 2018 si erano imbattuti nel ragazzo e nella sua compagnia di amici su un mezzo della Linea E, che collega i quartieri varesini di Avigno e Bizzozero.
Il pm Davide Toscani aveva chiesto due mesi di reclusione, sulla base dei particolari riferiti da un testimone circa le minacce di morte contestate all’imputato. Parole che il giovane – oggi 24enne – avrebbe pronunciato sul pullman e anche una volta sceso, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.
«Una testimonianza falsa», ha affermato l’imputato davanti al giudice, prima della chiusura del dibattimento: «Sono stato frainteso. Ho mostrato i documenti, non ho minacciato nessuno, tanto che poi ho aspettato la polizia, proprio perché volevo dare delle spiegazioni». Dopo la lettura della sentenza il 24enne ha lasciato l’aula scortato dalla polizia penitenziaria. Attualmente è detenuto nel carcere di Vercelli, con un fine pena fissato per il 2029: «Sto pagando per tutti gli errori che ho commesso – ha sottolineato nelle sue dichiarazioni spontanee in udienza – ma quel giorno non ho fatto niente di male».
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