È stata presentata ufficialmente questa mattina la nuova Direzione Strategica di ATS Insubria, che vede Salvatore Gioia come nuovo direttore generale ed Enrico Antonio Tallarita quale direttore sociosanitario e le conferme di Giuseppe Catanoso come direttore sanitario e di Massimiliano Tonolin direttore amministrativo.
Tra sfide da affrontare e obiettivi da raggiungere a lungo termine, la priorità comune ai quattro vertici dell’Agenzia di Tutela della Salute è quella della salute e del benessere dei cittadini che vivono tra Varesotto e Comasco per raggiungere una situazione di sostenibilità dell’intero sistema anche attraverso una più ampia e diffusa attività di prevenzione.
Due punti che rappresentano la «sfida primaria» da affrontare, per il neo direttore generale Gioia, nell’ottica one health (un approccio olistico e interdisciplinare che sottolinea l’interdipendenza tra la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente) e con una visione proiettata al futuro che tiene conto delle dinamiche epidemiologiche e di evoluzione della sanità e della persona.
«Tutto il territorio merita attenzione e rispetto e saremo presenti ovunque – ha aggiunto il DG – I bisogni dei cittadini sono variati, serve maggior comunicazione e capacità di spiegare loro tutto ciò che il sistema sociosanitario svolge a loro favore, ma occorre anche fare delle scelte fondamentali come quella di puntare sull’assistenza territoriale per dare alle persone le risposte che cercano e anticipare i loro bisogni attraverso la prevenzione».
E proprio l’aspetto legato all’assistenza sul territorio è stato sottolineato anche dal direttore sociosanitario Enrico Antonio Tallarita, che si occuperà prevalentemente dei rapporti con le strutture e gli enti locali e che, insieme alle ASST che afferiscono ad ATS, cercherà di «favorire lo sviluppo del polo territoriale» attraverso la realizzazione di Case e Ospedali di Comunità che, ribadisce, «non sono vuote, ma sono nuovi modelli organizzativi che, se ben strutturati, possono rispondere in maniera adeguata ai bisogni della popolazione».
Da parte sua, Giuseppe Catanoso ha messo in evidenza l’obiettivo di «ridurre il più possibile l’insorgenza di una cronicità nei cittadini lavorando sulla prevenzione» promuovendo dunque sani stili di vita e buone pratiche che «apparentemente possono sembrare banali, ma in realtà sono importantissime per ritardare il più possibile l’arrivo a una cronicità comunque inevitabile e per rendere sostenibile il sistema sanitario».
Massimiliano Tonolin, che prosegue il suo mandato in qualità di direttore amministrativo di ATS dopo aver vissuto in prima persona tutti i cambiamenti e le difficoltà della pandemia, ha infine raccolto, anche dagli interventi precedenti, quello che è l’indirizzo da seguire: andare avanti nella direzione intrapresa negli anni del Covid e lavorare tutti insieme.
Sollecitato sul tema delle risorse umane e della fuga di personale sanitario verso la vicina Svizzera, il direttore generale ha ammesso che non è un problema facile da affrontare, ma che non è legato unicamente a un fattore di retribuzione, bensì anche a uno motivazionale: «Mancano persone che riconoscono nel sistema sanitario uno sbocco professionale importante – ha affermato Gioia – Dobbiamo convincere i giovani spiegando loro quali possibilità professionali possono avere davanti e che il sistema pubblico si mette a servizio degli altri cittadini».
Sul lato delle criticità che affliggono i Pronto soccorso, invece, Gioia ha chiarito che «l’unico modo per risolverlo è lavorare non sui PS, ma sul territorio, sulla necessità di evitare che le persone vedano nel Pronto soccorso l’unico punto in cui trovare l’erogazione delle prestazioni. La sfida di tutta la sanità è dare risposte sufficienti prima che il paziente arrivi in Pronto soccorso e per fare questo occorre riprendere la presa in carico della cronicità, dato che molti degli accessi sono spesso legati a malattie croniche che vanno curate a domicilio».
Quello che è certo, ha concluso Gioia, è che sono tutte «risposte complesse che hanno bisogno di tempo per essere realizzate». Ma l’intento della Direzione Strategica di ATS Insubria sarà quello di provare «a trasformare i problemi in opportunità, tutti insieme».
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