Cunardo | 15 Dicembre 2023

A Cunardo si aspetta il freddo per tornare sugli sci

Tutto pronto per la nuova stagione alla Baita del Fondista. Ma se la temperatura non va sotto zero, lo Sci Club non può produrre neve artificiale. L'obiettivo: almeno 1100 metri di pista per aprire

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«La neve? Difficile averla con queste temperature». E quella artificiale? «Dobbiamo raggiungere almeno i -3 gradi per poter iniziare ad organizzarci». Da giorni il cielo e il termometro sono osservati speciali alla Baita del Fondista di Cunardo, dove lo Sci Club del paese aspetta le giuste condizioni per iniziare ad allestire la propria pista, e dare così inizio alla stagione sportiva.

Il segnale, come ogni anno, deve arrivare dal freddo che porta con sé la neve, naturale o artificiale. Con quella naturale le cose non sono andate bene nel recente passato. Ma quella prodotta dai cannoni sparaneve garantisce comunque la possibilità di praticare sci di fondo lungo i circa due chilometri e mezzo dell’impianto di proprietà comunale.

L’amministrazione guidata dal sindaco Pinuccia Mandelli ha da poco rinnovato l’accordo che consente allo Sci Club di utilizzare la Baita fino al 29 febbraio. E l’associazione, nei mesi scorsi, ha potenziato il proprio impianto per la produzione di neve, dotandosi di un secondo cannone di ultima generazione, uguale a quello che lo scorso anno era stato comprato grazie al supporto di Regione Lombardia, Comune e Comunità montana.

«I cannoni possono iniziare a sparare se tocchiamo almeno i -3 gradi – ribadisce Gian Antonio Gianantonio, presidente dello Sci Club Cunardo – Con temperature più alte non possiamo fare altro che aspettare. Abbiamo lavorato tanto e investito soldi, ma senza freddo non possiamo allestire la pista». La spesa per il secondo cannone è  di 4mila euro a stagione, e a questi soldi va aggiunto l’impegno economico per la gestione della struttura.

Per ora i due cannoni sono stati attivati una sola volta, la scorsa settimana. Ma se il freddo va e viene, gli obiettivi dello Sci Club restano lontani. «Serve sparare per due o tre notti consecutive – aggiunge Gianantonio – così da preparare 1200 metri di pista, che è il minimo per poter aprire al pubblico. L’anno scorso abbiamo sciato solo per un mese, proprio con un chilometro e poco più di tracciato. Abbiamo avuto la neve artificiale solo a metà gennaio e non è andata benissimo».

Nel frattempo il Club ha già registrato il tutto esaurito nelle prenotazioni riservate alle scuole del territorio. Quasi 500 gli studenti iscritti ai corsi che vengono proposti ogni anno alla Baita del Fondista. L’associazione è pronta. Manca la materia prima.

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