(Foto Alessandro Fazio) Negli scorsi giorni, al CFP di Luino, oltre cento invitati hanno partecipato alla tradizionale Foundation Dinner della Croce Rossa di Luino e Valli, una serata per fare il punto della situazione sull’associazione e sull’attività che compie quotidianamente su tutto il territorio dell’alto Varesotto.
Oltre a numerosi sindaci, amministratori e rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’associazionismo e della politica, erano presenti anche Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Disabilità e Pari Opportunità di Regione Lombardia, Maurizio Gussoni, Vice Presidente CORECOM Comitato Regionale per le Comunicazioni della Lombardia e Past President della Croce Rossa della Lombardia, Emanuele Monti, Presidente Commissione Welfare Regione Lombardia, Giacomo Cosentino, consigliere regionale della Lombardia e Vice Presidente del Consiglio Regionale, Marco Magrini, Presidente della Provincia di Varese, e Simone Castoldi, Presidente della Comunità Montana Valli del Verbano.
E’ tradizione della Croce Rossa di Luino e Valli, infatti, riunire una volta l’anno le autorità politiche, civili, militari, religiose, associative del territorio per condividere l’azione ed il sostegno al Comitato luinese. Un’occasione in cui la CRI vuole ringraziare il mondo della politica e degli enti locali per essere stati al fianco dei volontari, condividendo le risposte ai bisogni intercettati nella Comunità, ma anche al fianco delle politiche sociali che si sono avviate in rete.
Durante la serata è stata premiata Maria Luisa Vannetti, tra le fondatrici della CRI di Luino, da Lorena Cesarin responsabile delle attività sociali per il comitato luinese, un bel riconoscimento per una donna fondamentale nella crescita dell’associazione.
«Dopo 15 anni da Presidente di questa meravigliosa Comunità di persone e valori, questa Foundation Dinner sarà la mia ultima in questo ruolo. In tutte le cose c’è un tempo per vivere ed un tempo per morire ed è giusto favorire, seppur nel solco del taglio gestionale dato in questi anni, un ricambio generazionale all’interno della nostra associazione nel corso del 2024. Resterò certamente a dare una mano, ancora qualche anno, ma è giusto aprire la governance a forze fresche e motivate che possano confermare ancora di più l’azione della Croce Rossa sul territorio dal prossimo mandato, facendo tesoro delle esperienze di lungo corso», ha spiegato il presidente Pierfrancesco Buchi durante il suo intervento.
«Oggi più che mai davanti alla crisi sociale, educativa e valoriale che colpisce le nostre Comunità, l’esempio che troviamo in molte donne e uomini della Croce Rossa può diventare un modello da seguire e diffondere. Essere interlocutori affidabili nel nostro territorio e nelle nostre città ed essere una risorsa per le nostre Comunità diventa una priorità se vogliamo essere all’altezza delle aspettative della popolazione che vive a Luino e nei paesi delle nostre Valli, oggi e nel prossimo futuro», ha concluso Buchi.
Alcuni spunti sulla crescita del Comitato luinese negli ultimi 10 anni.
– I volontari operativi sono arrivati a quota 270 unità, considerando il naturale turnover annuale di chi entra e di chi esce per svariate ragioni. Un aumento delle opportunità di cittadinanza attiva offerte alla popolazione. Senza contare poi le 300 famiglie, inquadrate come “soci sostenitori” che si sono iscritte recentemente alla CRI.
– I dipendenti legati alle convenzioni fatte con gli enti pubblici sono aumentati da 8 a 12, con punte di 15 nel periodo estivo. Abbiamo favorito le opportunità di lavoro; sono infatti negli ultimi 15 anni oltre 40 le persone che hanno avuto un’esperienza lavorativa in Croce Rossa, breve o lunga che sia.
– La convenzione con Areu, che ci permette di rendicontare i costi sostenuti sul 118, era ferma da oltre 10 anni, ma grazie alle buone relazioni con Regione Lombardia, al lavoro che si fa in partnership e ad un’analisi attenta dei costi si è potuto rimodularla in favore di un giusto riequilibrio, riconoscendo il lavoro quotidiano dei nostri operatori.
– I giovani da 20 che erano, ora sono a quota quasi 60, tutti sotto i 30 anni.
– 50 erano le famiglie indigenti aiutate dalla Croce Rossa nel 2010, ora l’aiuto settimanale si è allargato con capillarità ad oltre 150 nuclei famigliari, circa 600 persone assistite.
– Avevamo un piccolo locale adibito allo stoccaggio di alimenti, oggi abbiamo un ampio e funzionale magazzino per le derrate alimentari nella sede del Consultorio di Cadegliano. Unico qui al nord della provincia.
– Avevamo una sede a Luino con molte anomalie strutturali, siamo intervenuti mettendo tutto a norma e recentemente abbiamo installato un impianto fotovoltaico per la produzione di energia tramite fonti naturali. Tra i pochi Comitati di Croce Rossa in Italia ad aver investito nelle energie rinnovabili.
– Avevamo 3 ambulanze e un doblò. Oggi abbiamo 6 ambulanze dedicate al 118, ai servizi di trasporto malati per visite mediche o dimissioni e per le assistenze alle manifestazioni, un pulmino 9 posti per taxi sanitario, due auto allestite per il trasporto con carrozzina. Primi in provincia di Varese ad esserci dotati di una barella per il bio-contenimento in caso di pandemia. Un parco auto che dimostra vitalità, efficienza nel servizio di qualità all’utente, ma anche una forma di investimento che vada a restituire la generosità ricevuta dalla Comunità in servizi sempre all’avanguardia.
– Abbiamo costituito un gruppo operativo per le risposte alle Emergenze sul territorio, come la pandemia o il supporto nei vari COC comunali.
– Abbiamo rafforzato il gruppo per le attività sociali, sempre presente al fianco di chi è fragile, ma anche nei comuni delle valli con iniziative molto apprezzate sulla prevenzione e in favore della salute dei cittadini con una media di 600 screening sanitari ed elettrocardiogrammi gratuiti all’anno.
– Abbiamo da ultimo rafforzato l’immagine della Croce Rossa sul territorio, la sua percezione, la sua autorevolezza. Una fiducia trasversale che ci viene data da tutte le Amministrazioni comunali e le forze politiche di diversa sensibilità, perché la nostra forza è stata quella di essere una garanzia di indipendenza e neutralità per tutti, anche grazie alla ricchezza di idee, estrazioni sociali e culturali che sono presenti nella nostra associazione, ma che trovano unità nei nostri sette principi a cui ci ispiriamo indossando l’uniforme.
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