«Qui dalla torre di controllo ti auguriamo buon viaggio e cieli blu». Con queste parole, dopo un intervento sommesso, commovente e profondo, è terminato, all’inizio del funerale, il discorso di Sara, la figlia del professor Giovanni Manserra, al quale questa mattina presso la Chiesa del Sacro Cuore di Voldomino è stato reso omaggio per l’ultima volta dalla comunità luinese, che si è voluta stringere attorno alla moglie, la professoressa Marina Fiengo, e alla sua famiglia.
Tanti i giovani e gli uomini che, sotto un tiepido sole ed un freddo vento invernale, non sono voluti mancare; con lui hanno condiviso una parte di vita, tra scuola, palestra, allenamenti e partite, come lo hanno fatto anche numerosissimi colleghi insegnanti presenti che, invece, hanno trascorso giorni, mesi e anni all’interno dell’Istituto Comprensivo “B. Luini”, tra aule, riunioni e tanto altro.
«Inutile dire che non vorremmo essere per niente al mondo qua – ha esordito Sara -. Papà ci ha insegnato tante cose, tra cui la pazienza, soprattutto in questo ultimo periodo, e queste giornate sono state una sfida grandissima per noi. Questa chiesa gremita, voi tutti seduti in ordine… da vicepreside sarebbe felice di vedervi così. Se siete qua vuol dire che avete condiviso con lui la vita, tra incarichi a scuola, partite, allenamenti, viaggi in moto, consigli di classe… anni di vita insieme. Tutti questi momenti, messi insieme, creano un mosaico immenso e bellissimo».
«Certo, avremmo voluto che la tua esistenza durasse di più, ma la vita è così, dobbiamo accettarlo. Ci mancheranno tante cose di lui, ma preferiamo ricordare quello che ci ha lasciato. Grazie per i tuoi consigli, grazie per i tuoi “Buongiorno” ogni mattina, grazie per averci spronato a fare meglio, a evitare di procrastinare le cose, soprattuto a Serena (l’altra figlia, ndr)», ha continuato ancora la figlia maggiore, riuscendo a strappare un sorriso ai presenti.
«Sei stato un marito esemplare, un papà presente, mi piaceva molto discutere con te – ha proseguito ancora -. I tuoi alunni prima di averti come insegnante avevano paura di te, poi ti volevano bene. Avevi tante passioni, la tecnologia, le immersioni, i viaggi in moto… si perde il conto delle cose che hai insegnato ai tuoi studenti. Ci hai insegnato anche come affrontare la vita e la morte, dicevi sempre che piano piano avresti fatto tutto. Grazie per la complicità, per le risate, per esserci sempre stato. Grazie per averci regalato pazienza e speranza, sei una vera ispirazione, hai fatto proprio un buon lavoro. Qui dalla torre di controllo ti auguriamo buon viaggio e cieli blu».
Toccanti anche le parole del parroco, don Giuseppe Cadonà, che ha celebrato i funerali: «In questi momenti la paura si prende tutto, ma dopo il discorso di Sara sento una bellezza e una vivacità immense, sono entrate nel cuore di tutti. Oggi raccogliamo il bene che ha coltivato, l’amore vissuto e che ha condiviso con tutti. Giovanni ci ha insegnato che nella vita non si può essere indifferenti, ha trasmesso i valori della vita e di Cristo nelle persone che ha educato tra scuola e calcio».
La salma del professor Manserra, dopo la funzione, è in viaggio verso Ginestra degli Schiavoni, in provincia di Benevento, dove lunedì dopo un breve ricordo sarà sepolta. In sua memoria le squadre del Luino Calcio 1910, dalle giovanili alla prima squadra, scenderanno in campo con il lutto al braccio e osserveranno un minuto di silenzio, prima dell’inizio delle gare di questo weekend.
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