Fa benzina al proprio veicolo utilizzando una tessera del Comune di Cocquio Trevisago, di cui era dipendente all’epoca dei fatti, risalenti all’estate dello scorso anno. E finisce a processo in tribunale a Varese con l’accusa di peculato.
L’imputato non ha negato la vicenda, avvenuta in un momento di particolare debolezza, dovuta a ragioni familiari, ma il procedimento penale a suo carico è tutt’altro che chiuso.
Davanti al gup il suo difensore, l’avvocato Fabio Fiore, ha infatti chiesto e ottenuto l’ammissione al rito abbreviato, legata all’acquisizione del contratto di lavoro dell’odierno imputato. Il documento sarà importante per valutare se nel momento in cui si è svolta la vicenda, il dipendente del Comune era da considerare effettivamente “incaricato di pubblico servizio”, requisito necessario per poter contestare il peculato, in assenza del quale l’accusa a carico dell’uomo potrebbe cambiare, con conseguenze sull’entità della pena in caso di condanna.
Tutto era partito da un consumo anomalo di carburante normalmente usato per i decespugliatori del Comune. I rifornimenti per questo scopo venivano effettuati con una tanica che nel periodo in cui si sono svolti i fatti risultava continuamente vuota. Da qui i primi sospetti e le conseguenti verifiche che hanno condotto al dipendente, poi raggiunto da una sanzione disciplinare per i rifornimenti non autorizzati, del valore complessivo di 60 euro. Il Comune di Cocquio non si è costituito parte civile nel procedimento.
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