Varese | 3 Novembre 2023

Tentato furto di carne al ristorante, 4 anni dopo l’ex gestore ritira la querela: reato estinto

La decisione della persona offesa ha segnato il processo a carico di un 53enne e di un giovane. I due erano stati arrestati fuori dal locale di Lozza preso di mira dai ladri il giorno dei fatti

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La persona offesa rinuncia a far proseguire l’azione penale, e il processo termina con una sentenza di “non doversi procedere” nei confronti dei due imputati, un pregiudicato che aveva 49anni all’epoca dei fatti e un giovane di origine cubana. Così la vicenda del tentato furto di carne in un ristorante di Lozza – risalente all’aprile del 2019 – si è chiusa in tribunale a Varese, oltre quattro anni dopo i fatti, con un verdetto favorevole agli accusati.

Verdetto su cui ha inciso in modo determinante la volontà dell’ex gestore dell’esercizio commerciale, colpito dal tentato furto, di rimettere la querela davanti al giudice. L’uomo, già risarcito per quell’episodio, ha formalizzato la sua decisione nell’udienza finale del processo.

I due imputati il primo aprile del 2019, in pieno giorno, erano stati arrestati in flagranza di reato dai carabinieri di Varese all’esterno del ristorante preso di mira per il furto. Un ristorante che non era più in attività, ma che veniva ancora utilizzato come magazzino. Per questo nelle celle frigorifere – scassinate poco prima dell’arrivo dei militari dell’Arma – era presente una grande quantità di carne.

Gli attrezzi da scasso erano stati rinvenuti all’esterno dell’esercizio, accanto al buco nel muro usato dai ladri per accedere al locale e mettere le mani su carne e arredi vari del valore complessivo di circa 2mila euro. Con riferimento a quegli arnesi, tra cui un martello e una mazzetta, il pubblico ministero aveva chiesto una ammenda di 5000 euro per i due imputati, perché trovati in possesso di oggetti atti ad offendere.

Richiesta peraltro estesa alla presenza di due tronchesi nell’auto utilizzata quel giorno dal 49enne. Ma il giudice ha respinto la tesi del pubblico ministero – che aveva puntato inoltre sul fatto che l’ex gestore del ristorante non avesse riconosciuto come propri gli oggetti trovati fuori dall’esercizio – e ha assolto i due imputati perché “il fatto non sussiste”.

All’apparenza non risultava che gli arnesi fossero stati impiegati, hanno sostenuto gli avvocati della difesa nelle loro arringhe, ritenendo improbabile il fatto che i due presunti ladri fossero riusciti nel giro di poco tempo ad aprire un varco nel muro per raggiungere l’interno del ristorante.

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