Né buono né cattivo, vive poco da solo, e infatti forma dei branchi all’interno dei quali una sola coppia, quella dominante, si riproduce. Si sposta alla ricerca di un territorio in grado di soddisfare le proprie esigenze, il quale può raggiungere un’estensione di circa 200 chilometri quadrati.
Parte da questi elementi l’identikit del lupo tratteggiato ieri, venerdì 13 ottobre, a Palazzo Verbania in un incontro inserito nel calendario di Earth Festival 2023, l’evento dedicato all’ambiente e ospitato dal Comune di Luino.
Particolareggiato il focus offerto ai cittadini da Weec Italia, ente che si occupa di educazione ambientale e sostenibilità, insieme a diversi esperti del settore. A cominciare da Daniela Grande della struttura Natura e Biodiversità di Regione Lombardia, che ha parlato dei diversi interventi messi in campo dall’ente superiore per la tutela del lupo. L’animale è una specie protetta da leggi che risalgono agli anni ’70 ma che sono ancora strettamente attuali, come il divieto di caccia, e che sono affiancate da interventi normativi più recenti che mirano ad esempio alla prevenzione dei danni generati dal lupo e dagli altri animali selvatici, e al risarcimento degli allevatori con un’apposita polizza.
Il monitoraggio condotto tra il 2020 e il 2021 su tutto l’arco alpino, ha portato al riconoscimento di 124 unità riproduttive di lupo, composte da 102 branchi e 22 coppie. Nove le unità riproduttive situate in Valle D’Aosta, 80 quelle piemontesi e solo 2 quelle lombarde. Ad oggi non ci sono branchi stabili in provincia di Varese, ha fatto sapere il professor Francesco Bisi dell’Università dell’Insubria, ma gli avvistamenti sporadici non mancano e come tutti i movimenti del lupo sono sotto stretta osservazione nell’ambito di progetti – anche di portata europea – che coinvolgono enti locali, università e centri di ricerca, come il progetto Life Wolf Alps Eu.
Il monitoraggio della specie riguarda anche le forze dell’ordine, e in particolare i carabinieri forestali, che si occupano di contrasto al bracconaggio (tra le principali cause di mortalità del lupo) e di osservazione e studio con percorsi mappati relativi alle tracce lasciate dall’animale. Un’attività, ha sottolineato il tenente colonnello Fabio Scordo, comandante carabinieri forestali di Varese, che dal 2020 gode di una rete provinciale di referenti per le segnalazioni.
Del territorio fa parte anche il Parco del Ticino, che include il lago Maggiore e si estende per 93mila ettari. Qui tra il 2021 e il 2022, ha spiegato uno dei guardiaparco, è stata rilevata la presenza di una coppia di lupi, e dal 2017 è attivo un progetto di monitoraggio condiviso con l’Università Bicocca e quella di Pavia.
Cosa aspettarsi per il futuro, a fronte anche delle diverse e recenti segnalazioni di lupi al confine con il Canton Ticino? Sicuramente una presenza più consistente dell’animale. Che per il cittadino significa più responsabilità, soprattutto nei confronti dei propri animali domestici, in termini di controllo e protezione.
Per approfondimenti: www.naturachevale.it – www.lifewolfalps.eu.
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