Alto Varesotto | 10 Ottobre 2023

Alto Varesotto, il CAI alla ricerca delle sorgenti d’acqua

Una nuova attività per monitorare l'impatto dei cambiamenti climatici sulle zone montane. Rilievi tra Valcuvia e Valmarchirolo, la chiave: unire competenze scientifiche e passione per le camminate

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Come impattano i cambiamenti climatici sulle condizioni delle sorgenti d’acqua in ambiente montano? La domanda è al centro di un progetto del Club Alpino Italiano, che ha l’ambizione di unire scienziati e cittadini in attività di rilevamento, monitoraggio e studio che dovranno fornire importanti risposte.

Il progetto “Acqua Sorgente” è stato lanciato dal CAI Centrale che ha dato il compito di realizzarlo alla Struttura Operativa Sentieri e Cartografia (Sosec), che fa parte del Club Alpino Italiano, e con il presidente Alessio Piccioli ha proceduto alla formazione dei gruppi di lavoro, dando il via alle prime attività.

Il piano è d’interesse nazionale e parte dalle 7.518 sorgenti e dalle quasi 53mila fontanelle presenti in tutta Italia. Una fetta del lavoro riguarderà la provincia di Varese, dove – stando ai dati del portale web Open Street Map – sono circa una cinquantina le sorgenti da studiare. Una cifra che raddoppia prendendo in considerazione anche le fonti indicate dalle aziende che distribuiscono acqua potabile.

Sergio Peduzzi – già presidente e socio del CAI Luino, presidente della Commissione lombarda del CAI che si occupa di sentieri e cartografia, consigliere Sosec – e Dario Morganti, socio del CAI di Laveno e persona particolarmente impegnata sulla rete escursionistica del sodalizio, hanno inaugurato le attività tra Valmarchirolo e Valcuvia.

Rilievo cartografico della posizione, portata, conducibilità elettrica e acidità sono i valori di riferimento per le analisi sul posto, che al momento hanno riguardato la zona di Pian Nave (Sette Termini), Rancio, Brinzio, Cavona e Casalzuigno. «Sono già emerse situazioni particolari confrontando i dati di 9 anni fa e quelli appena raccolti – commenta Peduzzi – Per esempio ci sono alcune sorgenti la cui portata è notevolmente diminuita, e altre invece completamente secche». E’ l’impronta del clima che cambia, e che apre a fenomeni preoccupanti come lo scioglimento dei ghiacciai (di recente al centro di una interessante iniziativa del CAI di Germignaga, con una mostra fotografica e un approfondimento tecnico sulle condizioni dei ghiacciai lombardi), e la significativa diminuzione delle precipitazioni.

Per analizzare e interpretare i dati raccolti, la palla passerà poi ad università, centri di ricerca, aree protette, istituzioni.

Il progetto “Acqua Sorgente”, dopo un periodo di rodaggio, dovrà trovare un posto fisso tra gli strumenti di monitoraggio dell’ambiente di cui si serve il CAI, così da definire un’attività di controllo ad ogni cambiamento di stagione. Servirà tempo, ma soprattutto collaborazione: «Ci appelliamo ai soci CAI, affinché possano pubblicizzare l’attività nelle singole sezioni, e agli operatori delle aree protette – aggiunge Peduzzi – In questo modo riusciremo a raggiungere tutti coloro che per molteplici interessi praticano la montagna, e che fotografando e segnalando le sorgenti ci aiuteranno a realizzare una mappatura attualizzata delle fonti idriche presenti sul territorio».

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