Con un oggetto affilato era stato aperto uno squarcio tra i listelli di un tavolo posizionato nel parco pubblico vicino alla stazione di Cittiglio, e grazie alle fototrappole del Comune è stato possibile risalire a chi aveva compiuto il gesto. Ma prima di passare alla conta dei danni e alle eventuali conseguenze, lo spiacevole episodio è diventato un’occasione di crescita e di confronto.
Da una parte il gruppo dei giovani, una decina di ragazzi di 16-17 anni, residenti a Cittiglio e Brenta, e frequentatori del parco; dall’altra quello composto da genitori e amministratori cittigliesi: il sindaco Rossella Magnani, l’assessore alle manutenzioni Giovanni D’Angelo, il consigliere alle politiche giovanili, Marco Perna e il consigliere all’istruzione Luca Soffiantini.
“Gruppo” è la parola chiave in questa breve storia, partita male e finita bene. «I membri di un gruppo si sostengono sempre a vicenda – ha detto la prima cittadina ai ragazzi riuniti nel parco preso di mira per compiere l’atto vandalico – Vedete, i miei assessori e consiglieri oggi sono qui con me e con voi, quando avrebbero potuto trascorrere del tempo con le famiglie».
Un messaggio rivolto a chi il tavolo lo ha rovinato, ma anche a chi era presente e si è limitato a guardare, magari facendosi una risata: «Voi oggi siete qui per aiutare chi ha danneggiato il tavolo, per fargli capire che è bene seguire i consigli buoni del gruppo, perché altrimenti il rischio è di mettere in mezzo chi non ha fatto nulla». Ecco il senso della riflessione del sindaco.
Poi i ragazzi, accompagnati dai genitori, sono andati ad acquistare tutto il necessario per sistemare, levigare e ridipingere il tavolo. Tornati al parco, si sono rimboccati le maniche e insieme agli amministratori hanno iniziato il lavoro. Prima in modo svogliato, poi acquisendo sempre più consapevolezza rispetto a cause e finalità di quell’intervento: il vero obiettivo del gruppo dei “grandi”.
«Hanno fatto quasi tutto da soli e ne è uscito un lavoro eccellente, sono stati bravi – commenta Magnani – Alla fine, dopo aver sistemato un secondo tavolo che da tempo era in cattive condizioni, i ragazzi erano entusiasti e hanno proposto di occuparsi di altre piccole manutenzioni in futuro, insieme all’amministrazione e alla Protezione civile. Anche i genitori hanno collaborato. Hanno capito subito il senso della chiamata che avevo fatto per avvisarli dell’accaduto e dell’opportunità di convocare i ragazzi e farli riflettere. Trascorrere il tempo con i ragazzi ci ha fatto capire ancora di più quanto sia importante ascoltarli e dargli fiducia con degli obiettivi. Nasceranno delle attività per loro da questa bella esperienza che abbiamo vissuto insieme».
Così ha preso forma l’idea di rimediare al danneggiamento insieme a chi l’aveva provocato, stimolando i ragazzi a riappropriarsi di alcuni valori importanti. Che sono poi gli strumenti per evitare di prendere nuovamente la strada sbagliata.
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