«Un gesto vile contro la memoria della nostra comunità»: con queste parole il sindaco di Cocquio Trevisago Danilo Centrella definisce l’imbrattamento dei muri esterni del cimitero a opera di ignoti che hanno realizzato scritte colorate di grandi dimensioni scatenando l’indignazione non solo del primo cittadino ma anche dei cocquiesi stessi.
Gli stessi muri, peraltro, puntualizza Centrella, erano stati riqualificati di recente «grazie a un importante impegno economico e al lavoro dell’amministrazione», che si era impegnata anche in ulteriori interventi all’interno del camposanto situato nella frazione di Sant’Andrea – completati a fine maggio – come la realizzazione di nuovi cinerari e ossari e il rifacimento della pavimentazione dell’ingresso principale con l’intento di migliorare accessibilità, sicurezza e decoro dell’accesso.
«Non è stato deturpato soltanto un muro – continua Centrella – È stato colpito un luogo sacro alla memoria collettiva, nel quale riposano i nostri genitori, i nostri nonni e tutte quelle persone che hanno costruito la storia e l’identità del nostro paese. Un gesto tanto stupido quanto incomprensibile, che offende il rispetto dovuto ai nostri cari defunti e ferisce profondamente l’intera comunità. Il cimitero appartiene a tutti noi: custodirlo significa proteggere le nostre radici, i nostri affetti e la nostra memoria».
Dal sindaco e dall’intera amministrazione arriva «la più ferma condanna» per gli atti vandalici, così come l’intenzione di ripristinare ciò che è stato danneggiato. «Ma nessun intervento – chiosa il primo cittadino – potrà cancellare l’amarezza provocata da un atto così vile e privo di ogni senso civico» e che si contrappone vistosamente al coinvolgimento di alcuni giovani nel progetto “Diamoci una mano” con cui, negli ultimi giorni di luglio, è stato ridipinto il muro della stazione ferroviaria di Cocquio.
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