«Una Caporetto per le famiglie! Un colpo di grazia per chi già fatica a fare la spesa quotidiana e a fronteggiare il carovita. Per questo avevamo chiesto al Governo di ripristinare l’azzeramento degli oneri di sistema per la luce tolti a partire da aprile, e non solo quelli per il gas. Questo avrebbe consentito un risparmio di 88 euro su base annua per una famiglia tipo e di far scendere il rialzo di oggi dal 18,6% al 4,9 per cento».
A dirlo è Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. «Ora proroghino almeno per un anno la scadenza del mercato tutelato, visto che i rialzi nel libero sono ancora peggiori e che alle casse dello Stato non costa nulla. Altrimenti farebbero l’ennesimo regalo a quelle compagnie energetiche che non hanno nemmeno pagato tutte le tasse sugli extraprofitti».
Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo in tutela il +18,6% significa spendere 120 euro in più su base annua, 119,88 per la precisione. La spesa totale nei prossimi dodici mesi (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2023 al 30 settembre 2024, nell’ipotesi di prezzi costanti) sale così a 764 euro, che sommati ai 1267 del gas, determinano una stangata complessiva pari a 2031 euro.
Inoltre, se il prezzo della luce sale del 18,6% rispetto a quello attuale, rispetto ai tempi pre-crisi, ovvero nel confronto con il periodo ottobre – dicembre 2020, il rialzo è astronomico: +47,3%. Rispetto alla spesa complessiva del 2020, pari a 485 euro, ora si pagheranno 279 euro in più, +57 per cento.
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