Italia | 30 Settembre 2024

Bollette, la luce aumenta dell’8,8% «ma resta più conveniente del mercato libero»

L’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori sui prezzi stabiliti da Arera per il mese di ottobre: «Nessuna offerta costa meno della tutela, fallimento del libero mercato»

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Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1 ottobre 2024 il prezzo di riferimento della luce per il Servizio di Maggior Tutela sale dell’8,8%.

«Pessima notizia, anche se il rialzo era ampiamente previsto per via e per colpa dell’andamento dei prezzi all’ingrosso», afferma Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

«Sia chiaro, però, che i prezzi per i vulnerabili, nonostante l’aumento di oggi, restano ancora più convenienti di quelli del mercato libero – aggiunge – In questo momento a Roma, su ben 1039 offerte registrate sul Portale di Arera con prezzo variabile e per fasce, nessuna per il cliente tipo che consuma 2.000 kWh all’anno è più conveniente della tutela e la più conveniente del mercato libero costa oltre 67 euro in più all’anno; nessun vantaggio anche in caso di prezzo fisso o monorario. Anche a Milano, su 1049 offerte con prezzo variabile e per fasce, nessuna costa meno della tutela! Una dimostrazione del fallimento del mercato libero».

Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo cliente tipo che consuma 2.000 kWh all’anno e ha una potenza impegnata pari a 3 kW, il +8,8% significa spendere 43 euro in più su base annua. La spesa totale nei prossimi dodici mesi (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2024 al 30 settembre 2025, nell’ipotesi di prezzi costanti), sale così, per i vulnerabili, da 486 euro a 529 euro, che sommati ai 1244 euro dell’utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, determinano una spesa complessiva pari a 1773 euro.

Se il prezzo della luce sale oggi dell’8,8%, nel confronto con i tempi pre-crisi del quarto trimestre 2020 il prezzo è ora superiore del 29,3%, rispetto al picco dell’ottobre-dicembre 2022 è inferiore del 60,6%, mentre rispetto all’ottobre del 2023, in base alla nuova serie storica ricostruita secondo il nuovo cliente tipo, è oggi inferiore del 10,7 per cento. Non si può fare, invece, il confronto con la vecchia spesa annua, non essendo più valida per il passato quella dell’anno scorrevole.

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