Varese | 27 Settembre 2023

Tentate rapine in Valcuvia, telecamere e vestiti: così si arrivò agli arresti

Al processo per i fatti dello scorso 25 febbraio parlano i carabinieri che si occuparono delle indagini. Il ristoratore colpito: «Entrò un uomo mascherato e armato. Stavamo festeggiando il Carnevale»

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Quando la sera del 25 febbraio scorso un uomo con una maschera bianca entrò armato di roncola in un ristorante di Cittiglio, il proprietario pensò ad un invitato alla festa di carnevale che era in corso in sala. Proprio in sala, poco prima, era stato male un ospite, a cui in quel momento era rivolta l’attenzione del personale.  

«Esci, abbiamo altro a cui pensare», disse quindi il proprietario a quell’uomo, che battendo la roncola sul bancone urlava «dammi i soldi o ti ammazzo». La maschera bianca non serviva per partecipare alla festa, ma per coprire il volto durante la rapina, poi fallita, con la fuga del malvivente all’esterno del ristorante. La seconda fuga della folle serata, dopo quella che era scattata circa mezz’ora prima in un ristorante di Rancio. 

Il presunto rapinatore, un 32enne romeno, è ora a processo in tribunale a Varese, dove dieci giorni fa un 26enne italiano, a sua volta coinvolto nei fatti come imputato, ha patteggiato due anni e quattro mesi di reclusione, dopo aver ammesso di aver fatto da palo nelle due tentate rapine, aspettando il complice in auto. 

Nega invece di aver compiuto i raid nei ristoranti il 32enne, difeso nel processo dall’avvocato Elisa Benetazzo, che in udienza ha rivolto parecchie domande al ristoratore di Cittiglio, per ricostruire ogni singola sequenza del tentato colpo, dall’ingresso nel locale dell’uomo mascherato alla sua corsa all’esterno, senza l’incasso. 

Sequenze che sono poi state oggetto dell’indagine condotta dai carabinieri di Luino, consultando le telecamere e i sistemi di lettura targhe della zona, oltre ai dati raccolti durante i normali controlli del territorio, da cui emerse la frequentazione tra i due uomini poi rinviati a giudizio, e il fatto che l’auto utilizzata la sera del 25 febbraio fosse intestata e in uso al 26enne. 

Importante anche l’esito della perquisizione effettuata dai militari dell’Arma a casa del 32enne, dove furono rinvenuti degli indumenti che per l’accusa sono gli stessi indossati dal rapinatore, ripreso dal circuito di videosorveglianza del ristorante di Cittiglio. Sarà proprio il 32enne, in carcere dallo scorso inverno, a fornire la propria versione dei fatti ai giudici nel corso della prossima udienza. 

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