(di Cesi Colli) Un bederese, preoccupato per i tanti giorni di pioggia, ha invocato Maria che domenica 24 settembre splendesse il sole per la festa della “Madonna del Rosario”: la preghiera ha bucato le nubi e Maria ha regalato una splendida giornata!
Con questa ricorrenza riprende il cammino pastorale a Bedero Valcuvia, piccolo centro della Valcuvia. È stata la festa di tutto il paese, che ha sempre voglia di stringersi attorno alla sua Madonna per continuare non solo a compiere ciò che la tradizione ha tramandato, ma anche aggiungere con creatività qualcosa di nuovo: la tradizione, infatti, si può mantenere viva proprio ricorrendo all’innovazione, che può renderla interessante agli occhi delle generazioni future, attraverso un dialogo continuo tra passato e presente.
Per la nostra parrocchia è la festa delle “donne”, cui corrisponde per S. Antonio in gennaio quella degli “uomini”, anche se questa connotazione va sempre più sfumando e, se non rinnovata, andrà scomparendo. Per una donna del paese una volta era “un onore” raccogliere le offerte: guidate dalla priora delle “consorelle” bussavano ad ogni casa del paese e le offerte erano abbondanti. E oggi? Si è persa l’occasione di trasmettere alle giovani ragazze l’orgoglio che questa festa per tradizione appartenesse a loro.
Gli appuntamenti dei momenti religiosi e di quelli di svago, che sono stati preparati con cura e attenzione dai volontari della parrocchia, si sono svolti in buona armonia, coinvolgendo tutta la comunità.
Per prepararci alla festa, nei tre giorni antecedenti, si è svolto il Triduo: ci siamo messi davanti a Maria per riflettere sul vero valore di ciò che avremmo celebrato.
Domenica, nella parrocchiale di S. Ilario di Poitiers, il nostro parroco, don Enrico Broggini, accompagnato dalla corale bederese, diretta da Martina Ambrosini, ha presieduto la S. Messa solenne. È stata una piacevole emozione rivedere la chiesa stracolma, piena sia di volti familiari, sia di tanti visi di parrocchiani della nostra comunità “Gesù Misericordioso”. Riempire nuovamente la nostra chiesa è stata senz’altro una grazia di Maria.
Spinti dalla loro passione per la cucina, un bel gruppetto di giovani volontari la hanno messa a servizio della comunità, preparando l’aperitivo del dopo Messa e il pranzo. È stato bello vedere la loro generosa laboriosità, la voglia di coordinarsi e di fare gruppo per ottenere il meglio.
È stato possibile preparare il pranzo e riunire tutti a tavola perché l’oratorio di Bedero è dotato di una grande cucina e di una sala in cui stare insieme. La gioia della festa ha così trovato luogo privilegiato di espressione nella convivialità del pranzare, momento di crescita delle relazioni, di condivisione, di dialogo, di apertura e di solidarietà. Parlare, ridere, scherzare e raccontarsi un po’ è sentirsi amici e fratelli.
Nel pomeriggio, dopo i Vespri, la statua della Madonna è stata portata lungo le strade del paese e si coglieva, nella soave e materna espressione del suo viso, reclinato verso di noi, il segno di un desiderio di pace e di conforto da donare al cuore di ogni fedele. Molto bella è la statua della Madonna di Bedero, incoronata regina, smagliante nella brillantezza dei colori della sua veste regale, (opera di un recente restauro di Angelo Cadei), ma, come ci ha ricordato don Enrico, “Maria è stata una donna comune, nessuno si accorgeva della sua straordinarietà. È stata una di noi, ha vissuto la quotidianità come noi. Mentre passava per le vie, ha guardato dentro le case di tutta la nostra comunità pastorale e con la sua tenerezza infinita ha deposto nel suo cuore dolori, fatiche, speranze e gioie e le ha portate a Gesù. È Lei che con pazienza ci benedice, ci protegge, ci custodisce e ci conduce all’incontro con Gesù”.
Per concludere la giornata, sono andati a ruba in una colorita asta pubblica i tradizionali canestri, offerti e benedetti durante la S. Messa. Raccontano una lunga storia di fede e tradizione: nella cultura contadina, infatti, il dono dei prodotti dei campi esprimeva il ringraziamento alla Divina Provvidenza per la fecondità del proprio lavoro. “Canestri”, ossia i “Simboli della Generosità”, generosità della nostra gente, che in tutti questi anni non è mai venuta meno e ha permesso tante belle realizzazioni nella nostra parrocchia.
I bambini, prima di far ritorno alle loro case, si sono ritrovati in oratorio per riscoprire attraverso il gioco la gioia di stare insieme. Bravi anche i ragazzi che si sono messi al loro servizio e che ancora una volta hanno saputo ritrovare lo stile fresco e coinvolgente che è l’animazione in oratorio.
Un grazie a tutti coloro che hanno reso bella la festa e anche alle persone delle altre parrocchie della nostra comunità “Gesù Misericordioso” per la loro numerosa e sentita partecipazione.
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