(da Germignaga, ricordi dal passato.)
Stranamente snobbata dalle cartoline d’epoca (pochissime la raffigurano da lontano, nessuna in primo piano), più apprezzata da artisti locali e non, che spesso l’hanno invece scelta come soggetto per realizzare quadri e disegni, è stata anche fonte di ispirazione per scrivere poesie in dialetto locale.
Guardando le immagini avrete immediatamente capito che si tratta della chiesa di San Carlo, un edificio che vanta ormai oltre tre secoli e mezzo di storia, ma certamente un po’ trascurato: sempre più raramente utilizzato per lo svolgimento di funzioni religiose, anche quelle culturali sono ormai scarse mentre in passato ha ospitato concerti di musica classica o esposizioni d’arte di vario genere. Grazie alla sua collocazione più elevata rispetto al centro del paese, dalle aperture del suo campanile si può godere di una splendida vista su tutta Germignaga.
Gli ultimi interventi di restauro conservativi risalgono però ad alcuni decenni fa e questo certamente dispiace. Sicuramente auspicabile, in un futuro prossimo, una maggiore attenzione per uno dei luoghi simbolo del nostro paese, tanto caro ai nostri predecessori.
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