«Il percorso della riforma delle Province, che vede relatrice non a caso la bergamasca Daisy Pirovano, è parallelo a quello dell’autonomia differenziata e altrettanto importante. Vogliamo rimettere in sesto una struttura sovracomunale in grado di assicurare servizi adeguati ai cittadini, anche per quei Comuni di dimensioni che non hanno strutture idonee e per questo hanno bisogno di un soggetto a supporto. Diciamo sì alle Province con un Presidente, un Consiglio e una Giunta che siano eletti dal popolo».
Lo ha affermato il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, durante il suo intervento come ospite alla festa Lega Salvini Premier in provincia di Bergamo.
«Non si tratta di una partita per la Lega, ma è una sfida per tutti, anche perché l’elezione indiretta ha dimostrato di essere un fallimento ed è doveroso cambiare. La mia volontà – ha aggiunto – sarebbe far coincidere il voto delle rinnovate Province con quello delle Europee, nel giugno 2024, affinché si possa vivere un importante momento elettorale con grande partecipazione al voto».
Nel frattempo, in queste ore, è piena e bipartisan la solidarietà espressa da numerosi esponenti politici nei confronti del ministro Calderoli che ha raccontato di aver ricevuto una lettera di minacce relativa proprio al tema dell’autonomia differenziata: «Se non la smetti di attuare la politica di genocidio nei confronti del Sud, con la nostra potenza di fuoco noi vi uccideremo. Siamo la mafia, non ci costa niente uccidervi», recita il testo postato dallo stesso ministro sui social.
«Esprimo piena solidarietà al ministro Roberto Calderoli, vittima di gravi minacce di morte – ha dichiarato il governatore lombardo Attilio Fontana – Ancora una volta, una certa parte politica non si rende conto di come campagne politiche basate su vere e proprie fake news vadano a creare tensioni sociali immotivate. Roberto, grazie per il tuo lavoro. Continuiamo questa battaglia per modernizzare l’Italia».
«Piena solidarietà a Roberto Calderoli e ferma condanna a ogni forma di intimidazione», ha affermato il sottosegretario all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale Mauro Piazza. «Sono sicuro che il ministro non solo non si farà spaventare, ma andrà avanti ancora più determinato di prima a lavorare per raggiungere il traguardo dell’autonomia» che, ha ricordato Piazza, «è già in Costituzione, non esiste quindi alcun attacco né all’unità del Paese, né tanto meno alle regioni del Sud. Al contrario potenziare l’autogoverno delle Regioni, è un’opportunità per tutti i territori».
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