Ululati, impronte e, in rare circostanze, anche alcuni animali sbranati, ma in questo caso solo nel territorio del Canton Ticino, nella zona di Indemini, dove sono stati diversi gli avvistamenti di predatori da parte di persone ed allevatori in questi ultimi mesi.
Si tratta della presenza del lupo, ormai un tema molto attuale non solo in Svizzera, ma anche in Italia, soprattutto nell’alto Varesotto, con alcune testimonianze, arrivate anche alla nostra redazione, che evidenziano questa possibile presenza anche nell’area luinese.
Se da un lato il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha richiesto l’abbattimento del lupo che ha colpito un gregge in Svizzera, lo scorso maggio, come riportato da RSI.ch qualche giorno fa, dall’altro le istituzioni e gli allevatori italiani sono preoccupati ma, al momento, non hanno formalizzato alcuna segnalazione alle autorità.
Qualcuno pare lo abbia avvistato anche nelle zone tra Pradecolo e l’Alpone, tra i Comuni di Dumenza e Curiglia con Monteviasco, ma potrebbe trattarsi anche di somiglianze con altri animali, quindi sebbene la paura e la preoccupazione siano palpabili, è meglio essere cauti.
«In Comune a Dumenza non ci è arrivata nessuna segnalazione ufficiale – commenta il sindaco Corrado Nazario Moro -, e neanche parlando con allevatori e residenti delle nostre valli pare ci sia questo pericolo imminente come invece avvenuto in Canton Ticino. Insieme ad altri amministratori locali stiamo monitorando il territorio, ma per ora il lupo non ha colpito nessun allevamento della nostra zona, fortunatamente».
Anche il primo cittadino di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, sta seguendo da vicino la situazione: «Si tratta di un tema complesso con criticità evidenziate dai nostri amici del Gambarogno che li hanno trovati. Siamo preoccupati: da un lato è necessario non creare allarmismo, dall’altro non bisogna sottovalutare il problema».
«Il lupo – conclude Passera – non ha il passaporto e potrebbe valicare il confine senza problemi, il territorio tra Indemini e Biegno è facilmente percorribile. Bisogna agire con estrema cautela e monitorare il territorio, anche se in alcuni casi gli allevatori si sono terrorizzati a causa di greggi spaventati. È necessario dirlo, però, non abbiamo evidenze oggettive».
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