«Da una parte Meloni e Salvini, che avevano promesso di eliminare le accise, fanno volare il prezzo della benzina ben oltre i due euro al litro, dall’altra Fontana consente un aumento di circa il 5% dei costi del trasporto pubblico locale. Non si è fatta attendere infatti la decisione di Trenord che, sul suo sito, ha pubblicato l’annuncio dell’entrata in vigore dell’aumento previsto dal primo di settembre. La destra al governo costa caro ai cittadini, che per muoversi in Lombardia, a partire dal prossimo mese di settembre saranno costretti a pagare un prezzo sempre più salato».
Lo afferma Nicola Di Marco, capogruppo del M5S Lombardia in Regione Lombardia, a margine dell’annuncio dell’azienda di trasporto ferroviario relativo all’entrata in vigore, dal 1 settembre, dell’aggiornamento delle tariffe deliberato a luglio dal Pirellone.
«Il tutto a fronte di un servizio che continua a mostrare intollerabili carenze, sia in termini di puntualità che di affidabilità», prosegue Di Marco, sottolineando che «il Movimento Cinque Stelle, durante l’ultima sessione di bilancio, aveva chiesto che gli aumenti previsti fossero bloccati, proprio per far fronte alle difficoltà dei cittadini già schiacciati dal caro-mutui e dall’aumento dell’inflazione».
«Poteva essere l’occasione di riportare i cittadini sui mezzi pubblici, visto anche il costo sempre più elevato dei carburanti. Il centrodestra invece non ha sentito ragioni e ha ignorato le nostre richieste preferendo regalare altri seicento milioni di euro a Pedemontana e rendendo di conseguenza inevitabile l’adeguamento delle tariffe annunciato da Trenord per il mese di settembre», conclude l’esponente del Movimento 5 Stelle.
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