(di Renato Balducci – da www.vconews.it) La Svizzera è troppo parsimoniosa con l’acqua e “danneggia i Paesi vicini”. È quanto sostiene Kaspar Schuler, presidente dell’Organizzazione per la Protezione delle Alpi. Ritiene che la Confederazione sbagli a voler espandere ulteriormente l’energia idroelettrica.
Secondo un articolo di Swissinfo, Svizzera e Austria sono i “rubinetti centrali d’Europa” e decidono quando e dove rilasciare le loro acque. Per poter produrre ancora più elettricità in inverno: la Confederazione vuole conservare più acqua nelle Alpi in estate per poi utilizzarla per produrre elettricità in inverno. Quando però i Paesi limitrofi (Francia e Italia in particolare) si trovano ad affrontare periodi di siccità, questa strategia rossocrociata viene vista come… “egoista”.
Per Schuler, «la Svizzera guarda prima a sé stessa, danneggiando così i Paesi vicini».
Swissinfo riporta l’esempio dell’estate 2022. «In Italia del nord – scrive – il fiume Po si è quasi prosciugato, mettendo a repentaglio i raccolti di migliaia di aziende agricole. Nonostante un appello dell’organizzazione che controlla le acque della pianura padana a mantenere stabili i livelli dell’acqua del Lago Maggiore, il Ticino, anch’esso in grave situazione di siccità, non è intervenuto. Casi come questo si presenteranno sempre più frequentemente: i cambiamenti climatici stanno portando a un costante aumento delle temperature e a precipitazioni sempre più rare».
Secondo Schuler «in futuro sarà una lotta». Potenziali conflitti che il Governo vuole evitare a tutti i costi, rinegoziando gli accordi e le convenzioni internazionali.
In periodi di forte siccità, spiega l’Ufficio Federale Svizzero la Svizzera però non può essere di grande aiuto: se anche il Ticino avesse deciso di aiutare il nord Italia, lo avrebbe potuto fare per un massimo di due settimane. «Dopo di che, i bacini sarebbero stati vuoti», causando poi un effetto a catena. I laghi di accumulo non avrebbero più potuto essere riempiti con la stessa rapidità, il che avrebbe comportato una minore produzione energetica invernale e un conseguente aumento delle importazioni».
In Svizzera 2/3 dell’energia arriva dell’idroelettrico. Il 31 dicembre 2022 si contavano 693 centrali idroelettriche con una potenza di almeno 300 kW. La loro produzione annua di energia elettrica è di circa 37.260 gigawattora, ossia circa i due terzi del totale. Il 63% di quest’energia proviene da Uri, Grigioni, Ticino e Vallese, mentre circa l’11% dell’energia idroelettrica svizzera ha origine in impianti binazionali situati lungo i corsi d’acqua di confine.
In Italia vengono prodotti grazie all’acqua 46 terawattora annui (il 16,5% del totale).
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