«Non è possibile che, per ogni questione, l’amministrazione comunale alzi le mani, dicendo che è colpa di quelli di prima. La giunta non si prende mai le proprie responsabilità e non si pone minimamente il problema di condurre battaglie anche difficili o di mostrare un po’ di autorevolezza».
Si apre con queste parole una breve nota dell’onorevole luinese e consigliere comunale di “Sogno di Frontiera” Andrea Pellicini, con la quale interviene sulla chiusura del bar “Time Out Caffè” del centro sportivo “Le Betulle” criticando la risposta data in merito dall’assessore Ivan Martinelli.
Quest’ultimo, infatti, ha spiegato che la convenzione siglata dall’amministrazione Pellicini con la società Sport Management, poi assunta da Forus, non prevedeva una «specifica relativa alla “tutela” del bar», pur affermando di essere comunque al lavoro per trovare una soluzione informale che ponga rimedio alla situazione salvando così un servizio indispensabile per le famiglie e i cittadini che quotidianamente usufruiscono della struttura.
«Se avessimo fatto così anche noi – chiosa però Pellicini – il muro al Parco a Lago, in corso di costruzione nel 2010, sarebbe stato terminato e non demolito come noi facemmo con una delibera coraggiosa e ben motivata. Era certamente più semplice dare la colpa alla giunta precedente ed evitare un’assunzione di responsabilità. Quindi, in politica come nella vita, ci vuole coraggio. Non basta affermare che si è solidali con chi si trova in difficoltà».
«Noi – sostiene – crediamo che il bar alle Betulle debba rimanere attivo per il semplice fatto che c’è sempre stato e che, al contrario, non sia una soluzione adeguata quella di aprire un’area ristoro su una tribuna delle piscine».
«Chiediamo quindi al sindaco – conclude l’ex primo cittadino – di voler fissare un incontro urgente con la società che gestisce il centro sportivo con il coinvolgimento dei capigruppo dei gruppi consiliari per far comprendere e cercare di trovare una positiva conclusione rispetto a questo problema. Noi vogliamo solo aiutare la giunta di fronte ad una scelta che proprio non condividiamo».
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