(a cura del Centro Meteorologico Lombardo) Carissimi meteo-appassionati e non solo, qualche parola sul meteo che ci attende questa settimana. Buona lettura.
Un robusto promontorio nord-africano, ma con massimi di geo-potenziale provvidenzialmente relegati sotto il 40esimo parallelo, veicola masse d’aria estremamente calde dal Marocco-Algeria verso il Mediterraneo Occidentale. L’asse di risalita meridiana di questa gobba sahariana, tuttavia, presenta un’inclinazione particolarmente marcata verso levante, il che comporta sostanzialmente tre cose:
1) gli effetti più consistenti in termini di calore assoluto nei bassi strati si osservano al centro-sud Italia, essendo che il Nord Italia si trova prossimo ai margini settentrionali del territorio d’azione di questa figura barica in quota;
2) aria relativamente più instabile (e soprattutto molto meno calda) di estrazione medio-atlantica, diciamo “azzorriana”, séguita ad essere convogliata dall’Oceano verso le nostre Alpi Occidentali;
3) la mancanza di un campo d’alta pressione in Mitteleuropa, che anzi è preda di ricorrenti circolazioni depressionarie nord-atlantiche con fulcro sulle Isole Britanniche, conferisce scarsa resilienza – e dunque vita breve – alle onde di calore a ridosso delle nostre regioni settentrionali, in particolare su quelle alpino-prealpino-pedemontane, giacché ogni pur debole ondulazione perturbata da occidente è sufficiente a infiltrare aria più fresca da oltralpe, innescando fenomeni temporaleschi anche di forte intensità. Abbiamo avuto modo di osservarlo già a metà della scorsa settimana.
Quest’ultimo fattore è fondamentale perché, a differenza dell’anno passato, è garanzia di finestre instabili, con precipitazioni convettive periodiche, a carattere sparso, spesso sui rilievi e talvolta anche al piano.
Tutto ciò non significa – sia ben chiaro – che in Lombardia non osserveremo qualche giorno di caldo importante. Certamente farà caldo, specie in pianura, come d’altronde non è cosa inconsueta nella seconda metà di luglio, il periodo statisticamente più bollente dell’anno.
Purtuttavia, almeno per buona parte della Lombardia, siamo di fronte un’onda di calore che non possiede le basi sinottiche per rappresentare un evento estremo in tal senso. Per la nostra regione, l’attenzione maggiore dovremo darla al rischio temporalesco, addirittura già da domani (martedì) sera a ridosso dei rilievi e forse non solo.
Temperature: per quanto i numeri assoluti possano avere significato (la percezione della calura, soggettiva, dipende sempre dal contesto igrometrico e dalla ventilazione, al di là del valore, che è utile all’almanacco e al terrorismo mediatico), attendiamo massime attorno ai 32/33°C nelle province lombarde di nord-ovest (VA-CO-LC) e comparto retico-orobico, un po’ più caldo nelle medie pianure (33/35°C), mentre le condizioni più “difficili” saranno verosimilmente nelle Basse, specie orientali (punte fino a 36/37°C su Lo-Cr-Mn), con picco atteso per mercoledì 19.
Come tipicamente accade nei settori basso padani in questa stagione, l’elemento più fastidioso non sarà tanto il valore al termometro nelle ore pomeridiane, ma la scarsa ventilazione sommata a condizioni d’afa marcata nelle ore serali e notturne, con minime urbane padane che difficilmente caleranno sotto i 24/25°. Quando si parla di calura estiva ciascuno ha le proprie intime declinazioni d’odio, ma la sauna notturna è forse l’elemento che maggiormente indispone.
Ad ogni modo: come anticipato poc’anzi, i settori alpino-prealpini osserveranno temporali già dalla sera-notte tra martedì e mercoledì, con possibile interessamento (eventualmente anche solo eolico, il che nottetempo è toccasana!) della fascia pedemontana ed alta pianura. Emetteremo un avviso specifico a riguardo.
Per temporali più significativi e diffusi in pianura, con calo termico degno di nota, bisognerà verosimilmente attendere la notte tra giovedì e l’alba di venerdì 21. Ci riaggiorneremo in merito. Nel frattempo date una carezza affettuosa a chi, lo scorso maggio e inizio giugno, si lamentava per il freddo eccessivo (ahah!) ed evocava lo spettro di un’estate latitante.
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